Monza: ali sottili, assetto scarico e motore fresco

Monza: ali sottili, assetto scarico e motore fresco

Le peculiarità velocistiche dell’Autodromo di Monza impongono ai team soluzioni tecniche e assetti unici nell’arco del calendario, proprio come accade per Monte Carlo.

“Il tracciato di Monza richiede massima efficienza aerodinamica e tutta la potenza disponibile della power unit per almeno il 72% del tempo sul giro. Questi ingredienti impongono un assetto con ridottissima incidenza alare così che il 70 per cento del carico aerodinamico viene generato dal fondo vettura. Le caratteristiche del tracciato si sposano male con quelle della SF1000 ciò nonostante, la Ferrari non può che adottare una configurazione che unisca un’ala anteriore da bassa resistenza […] a quella posteriore con ancora minore incidenza di quella utilizzata a Spa e che prevede la rimozione della T-wing, troppo penalizzante sui lunghi rettilinei.

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In parallelo è previsto, come al solito, un assetto “morbido” delle sospensioni che consenta il passaggio sui cordoli delle varianti. A livello di propulsore, la Ferrari ha sinora utilizzato due esemplari di ciascuna componente delle power unit, ad eccezione dell’elettronica. […] Potrebbe, quindi, essere utilizzato un terzo esemplare del motore endotermico, per garantire maggiore affidabilità e una migliore perfomance. […]”

Vincenzo
Vincenzo Medico Chirurgo, Psicoterapeuta, Odontoiatra. Specialista ambulatoriale presso l’ASL Napoli 1 Centro. Coach professionista. Terapeuta EMDR.
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