McLaren esplora le nuove frontiere dei materiali

McLaren esplora le nuove frontiere dei materiali

La McLaren è una delle squadre più illustri che animano il Mondiale di Formula 1, capace di coniugare l’esperienza accumulata in decenni di competizioni con la capacità di innovare e guardare al futuro. NEL CORSO DELLA SUA STORIA LA SCUDERIA DI WOKING HA APPORTATO UN ENORME CONTRIBUTO AL MONDO DELL’AUTOMOBILISMO SPORTIVO, comprese numerose innovazioni tecniche rimaste impresse nella memoria degli appassionati, alcune delle quali in grado di cambiare per sempre la conformazione delle monoposto. Non sorprende quindi che il team inglese sia al lavoro per sviluppare una nuova tecnologia, che promette grandi potenzialità in prospettiva futura.

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McLaren ha intrapreso una collaborazione con l’azienda svizzera BCOMP, con la quale ha realizzato UN PROTOTIPO DI SEDILE PER LE PROPRIE MONOPOSTO DI FORMULA 1 IN FIBRA NATURALE, sviluppando così il primo componente di una vettura attraverso l’impiego di fibre tessili rinnovabili. Grazie all’ottimizzazione delle proprietà meccaniche della fibra di lino e della trama del materiale, i tecnici di Woking sono riusciti a produrre un sedile avente la rigidezza e la resistenza necessarie, ma con UN IMPATTO AMBIENTALE IN TERMINI DI CO2 INFERIORE DEL 75% RISPETTO ALLA PIÙ COMUNE FIBRA DI CARBONIO. Il prototipo è stato provato in macchina durante i test pre-stagionali di Barcellona senza riscontrare alcuna criticità. L’obiettivo è quello di poterlo presto impiegare anche in occasione dei Gran Premi.

L’IDEA È NATA DA UN CAMBIAMENTO NEL REGOLAMENTO TECNICO, IN CUI ANCORA UNA VOLTA GLI UOMINI MCLAREN HANNO VISTO UN’OPPORTUNITÀ PIUTTOSTO CHE UN LIMITE. Dal 2019 infatti il peso minimo per i piloti è stato alzato a 80 kg, con la FIA che ha previsto l’applicazione di una zavorra in corrispondenza del pilota nel caso questi non raggiunga la soglia minima. Entrambi gli alfieri della McLaren, Carlos Sainz e Lando Norris, pesano rispettivamente 8 kg e 12 kg in meno rispetto agli 80 kg previsti dal regolamento. Questo ha consentito agli ingegneri di sperimentare l’impiego di un nuovo materiale per la realizzazione del sedile, avendo una buona quantità di peso extra da poter sfruttare per irrobustire o irrigidire il componente, nel caso questo avesse evidenziato delle carenze strutturali.

ALLA SCOPERTA DELL’AMPLITEX Il sedile è realizzato a partire da una griglia tridimensionale posta da un lato del sedile, sfruttando la tecnologia POWERRIBS di proprietà della Bcomp. La struttura costituisce la spina dorsale per la successiva applicazione dell’AMPLITEX, il materiale composito con al proprio interno delle spesse fibre di lino intrecciate tra loro. L’AmpliTex denota un’impronta ecologica notevolmente ridotta rispetto ai materiali compositi in carbonio. Le fibre infatti sono biodegradabili e al termine del ciclo di vita del componente è possibile ottenere nuova materia prima o riciclare il materiale, attraverso un processo termico senza scorie residue.

Se da un lato l’AmpliTex differisce dai materiali compositi in fibra di carbonio sul fronte dell’impatto ambientale, le due soluzioni presentano alcune similitudini sul piano strutturale. L’intreccio delle fibre infatti consente di ottenere eccellenti proprietà meccaniche quali smorzamento delle vibrazioni, soglia di rottura e comportamento a compressione e torsione, aprendo all’opportunità di ridurre drasticamente il peso. La BCOMP DICHIARA CHE LE FIBRE DI LINO SONO IL 9% PIÙ LEGGERE DI QUALSIASI MATERIALE EQUIVALENTE BASATO SUL CARBONIO. L’eccellente smorzamento delle vibrazioni inoltre aumenta il comfort del pilota nell’abitacolo, che può così arrivare nelle battute conclusive della gara in condizioni fisiche migliori, a vantaggio della propria competitività.

“Crediamo che questo sedile sia una dimostrazione conclusiva che le nostre tecnologie sono pronte per competere ai massimi livelli del motorsport”, dichiara CHRISTIAN FISCHER, CEO e co-fondatore di Bcomp. In casa McLaren credono molto in un parallelismo con quanto accaduto nel 1981, quando la scuderia di Woking cambiò le regole della progettazione introducendo l’innovativa MP4/1, la prima monoposto con una monoscocca in fibra di carbonio. “DOVE VEDIAMO DEL POTENZIALE SIGNIFICATIVO È NELLE AREE NON CRITICHE E SEMI-STRUTTURALI DELLA VETTURA, COME IL SEDILE, MA ANCHE FUORI DALLA MACCHINA”, AGGIUNGE FISCHER.

Uno dei punti forti dell’AmpliTex è il suo comportamento in caso di rottura, come spiega lo stesso Fischer: “Il composito di AmpliTex e PowerRibs non è fragile e quando si rompe i detriti più piccoli rimangono attaccati alla struttura principale grazie all’aiuto del powerRibs, che contribuisce a dissipare energia”. L’IMPIEGO DEL MATERIALE DELLA BCOMP PER LA REALIZZAZIONE DELLE APPENDICI AERODINAMICHE PREVERREBBE QUINDI LO SPARGIMENTO DI DETRITI IN PISTA IN CASO DI INCIDENTE, come avviene invece attualmente con i componenti in fibra di carbonio. La diminuzione dei detriti ridurrebbe il rischio che questi possano danneggiare un’altra vettura, incluso il pericolo di foratura.

LA CORSA AL RISPARMIO Un ulteriore potenziale vantaggio derivante dallo sviluppo dell’AmpliTex risiede nei costi della materia prima, INFERIORI DEL 30% RISPETTO A QUELLI PER LA TRADIZIONALE FIBRA DI CARBONIO. Con l’introduzione del BUDGET CAP A PARTIRE DAL 2021, riuscire a utilizzare in maniera efficiente le risorse a disposizione diventerà la chiave per tradurre il risparmio in competitività in pista. Per questo motivo l’impiego dell’AmpliTex anche per la realizzazione di componentistica esterna alla monoposto costituisce un’enorme opportunità.

Un esempio sono gli stampi utilizzati per la produzione di pezzi in fibra di carbonio, che molte volte sono essi stessi realizzati in materiale composito per i bassi valori di espansione termica, indispensabili in fase di cottura dei componenti in autoclave. L’AmpliTex possiede tutte le proprietà necessarie, motivo per cui può essere impiegato nella costruzione di nuovi stampi al posto di quelli tradizionali, persino per andare a realizzare poi a sua volta componenti strutturali in fibra di carbonio. Il tutto porterebbe ad un ingente beneficio economico e IL TEAM POTREBBE COSÌ DIROTTARE LE RISORSE RISPARMIATE, PER INVESTIRE IN ALTRE AREE ALLA RICERCA DELLA PRESTAZIONE.

Allo stato attuale dello sviluppo, le potenzialità dell’AmpliTex in Formula 1 sono ancora in via di definizione, ma le prospettive future sono decisamente incoraggianti. Conclude così il team principal Andreas Seidl: “QUESTO SEDILE È IL PRIMO PASSO PER UNA FRUTTUOSA APPLICAZIONE DEI MATERIALI COMPOSITI IN FIBRA NATURALE IN FORMULA 1”.

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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