McLaren e il muso stretto: la conferma della rinascita

McLaren e il muso stretto: la conferma della rinascita

La prima sessione di prove libere del Gran Premio di Toscana è stata un momento denso di significati per il Circus iridato. Le FP1 infatti hanno segnato il debutto della Formula 1 nella bellissima cornice del Mugello, oltre a scandire l’inizio del Gran Premio che attesta le mille presenze della Ferrari nella categoria. LA MATTINATA HA PERÒ REGALATO AGLI APPASSIONATI ANCHE UN’ULTERIORE CONFERMA DEL PROCESSO DI RISALITA DELLA MCLAREN SOTTO LA DIREZIONE DI ANDREAS SEIDL.

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La vettura di Carlos Sainz infatti è stata al centro delle attenzioni per diversi giri, quando LO SPAGNOLO HA EFFETTUATO ALCUNI TEST AERODINAMICI PER RACCOGLIERE DEI DATI SUL NUOVO MUSO STRETTO REALIZZATO DALLA SCUDERIA DI WOKING. La MCL35 è stata successivamente equipaggiata con la specifica standard, potendo così effettuare anche delle prove comparative.

La filosofia del muso stretto si è diffusa sempre di più in Formula 1 negli ultimi anni. LA CONFIGURAZIONE PIÙ SNELLA DEL MUSETTO PERMETTE INFATTI DI RIDURRE LA RESISTENZA AERODINAMICA ALL’AVANZAMENTO DELLA VETTURA, a vantaggio della velocità di punta e dei consumi tanto di carburante quanto di energia elettrica. Il ridimensionamento della sezione anteriore della monoposto inoltre libera un canale più ampio per il passaggio dei flussi aerodinamici tra le ruote e il telaio. Tale configurazione apre ad un nuovo scenario di opportunità da sfruttare, per ottimizzare la generazione dei vortici d’aria al retrotreno, fondamentali nell’isolare dall’ambiente esterno la zona a bassa pressione sotto al fondo vettura, AUMENTANDO COSÌ ANCHE IL CARICO AERODINAMICO COMPLESSIVO.

Una tipica controindicazione del muso stretto è legata alla perdita di superficie utile all’anteriore per generare carico aerodinamico. Per questo motivo, nella parte inferiore del musetto sono presenti anche dei profili laterali a manta, noti anche come CAPE, che incanalando e accelerando l’aria sotto di sé generano deportanza. Il nuovo alettone della McLaren infine si caratterizza per dei piloni centrali di sostegno particolarmente ravvicinati.

Dal confronto con il muso tradizionale emergono le differenze tra le due specifiche. IL VECCHIO COMPONENTE INFATTI PRESENTA DEI SUPPORTI DECISAMENTE PIÙ DISTANTI DAL CENTRO. Nella parte arretrata inoltre al posto del cape figurano alcune aperture, sfruttate per soffiare aria nella zona sottostante il muso. Il nuovo alettone provato dalla McLaren al Mugello evidenzia invece svariate analogie con le altre scuderie che già hanno adottato la filosofia del muso stretto, tra cui la RENAULT.

Una squadra all’insegna del cambiamento Il test condotto in mattinata dal team inglese racconta di una squadra molto attiva sul fronte dello sviluppo tecnico e allo stesso tempo estremamente audace. Il passaggio al muso stretto infatti è un processo incredibilmente delicato e complesso, in quanto richiede un’accurata integrazione con l’aerodinamica della monoposto attuale. La McLaren tuttavia non è nuova a questo genere di modifiche da quando a Woking è approdato Andreas Seidl. Già nel corso della stagione 2019 venne rivoluzionata la sospensione anteriore, avvicinandosi maggiormente allo schema introdotto dalla Mercedes.

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Resta ora da appurare se il muso stretto sia stato provato in vista di un suo debutto in gara già nel 2020 oppure se sarà utilizzato solamente a partire dal 2021. In ogni caso, LE PROSPETTIVE DELLA MCLAREN PER LA PROSSIMA STAGIONE DIVENTANO SEMPRE PIÙ PROMETTENTI. Oltre all’incessante evoluzione della vettura infatti, il team potrà contare sulle power unit Mercedes, mentre ha già dimostrato di star prestando grande attenzione alle modifiche imposte dalla Federazione per il 2021, al fine di ridurre il carico aerodinamico delle monoposto attuali. A conferma di questo, nelle prove libere in Belgio è stato provato per alcuni giri un prototipo di fondo vettura ridimensionato e privo dei soffiaggi laterali, conforme al regolamento tecnico della prossima stagione.

 Sainz ha probado un fondo plano especificación 2021 con corte en  diagonal delante rueda trasera.    Sainz tested a 2021 floor spec with the cut ahead of the rear wheel.  📸 @McLarenF1 pic.twitter.com/vytnxIqbki    — Albert Fabrega (@AlbertFabrega) August 28, 2020

Il team di Woking prosegue così l’intenso processo di sviluppo della vettura messo in mostra nel corso del campionato. LE MCL35 SONO MUTATE VISTOSAMENTE NELL’ARCO DEL 2020, con la scuderia che ha corso con diverse specifiche di fondo, diffusore, cofano motore e ala posteriore, oltre a un doppio aggiornamento ai BARGEBOARDS. Nel dettaglio, al Mugello Carlos Sainz continua a disporre dei nuovi deflettori con cui ha corso a Monza, mentre Lando Norris resta ancora alla vecchia specifica. Non è chiaro se tale differenziazione sia da attribuire al diverso responso dei due piloti o se invece la McLaren dell’inglese sarà provvista dell’aggiornamento soltanto nella prossima gara in Russia.

In conclusione, il nuovo corso della McLaren targato Andreas Seidl racconta di UNA SQUADRA DINAMICA, VIVACE, DETERMINATA A TORNARE IN ALTO, CORAGGIOSA NELL’APPORTARE CAMBIAMENTI RADICALI E UMILE NELL’OSSERVARE E PRENDERE SPUNTO DALLA CONCORRENZA. Il 2021 e il 2022 permetteranno di valutare se questo approccio lavorativo consentirà effettivamente alla squadra di tornare a lottare ai vertici della Formula 1.

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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