La sindrome di Calimero

La sindrome di Calimero

Le avversarie dirette come McLaren e Renault progrediscono, la FERRARI invece continua a restare avviluppata in una spirale negativa che la vede di nuovo relegata in settima fila a Monza con Charles Leclerc e addirittura in nona con Sebastian Vettel.

 Ferrari, nessun miracolo casalingo

LA SINDROME DI CALIMERO, PICCOLO E NERO

“[…] una Ferrari che al contrario della concorrenza, ha fatto della mancanza di competitività un alibi e allo stesso tempo, una provvidenziale giustificazione per una sospensione delle attività, volta alla ridefinizione di programmi e organigrammi. Anche a costo di partire in fondo alla griglia a Monza […] La Formula 1 gioca sul futuro, una corsa che non ammette pause. […] rifugiarsi in una sorta di sindrome da Calimero, piccolo e ‘rosso’ in questo caso, costretto ad arrendersi ad un destino avverso, non ha nulla a che fare con la Formula 1. Specie se questo destino è stata la Ferrari stessa a costruirselo […] Red Bull, Alpha Tauri, McLaren e tanti altri vanno al galoppo e nonostante le pastoie regolamentari non esitano a lavorare sulla competitività del loro prodotto. I regolamenti ci sono sempre stati e gli ingegneri sono lì per aggirarli […] Senza piangere sul latte versato, che in F1 si chiama Mercedes. Ma guai se la marca tedesca si trasforma in un alibi. Buono per rifugiarsi in un’oasi di pace dalla quale si uscirà vincenti, forse, nel 2022. […] Ma la storia ci insegna che raramente dal giardino delle sconfitte nascono delle vittorie”.

Vincenzo
Vincenzo Medico Chirurgo, Psicoterapeuta, Odontoiatra. Specialista ambulatoriale presso l’ASL Napoli 1 Centro. Coach professionista. Terapeuta EMDR.
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