Hamilton-Schumacher, affinità e differenze

Hamilton-Schumacher, affinità e differenze

Da quando si è trovato a lavorare per la Mercedes nel 2010, ANDREW SHOVLIN non ha solo contribuito alla conquista di tutti i titoli vinti dalla casa di Stoccarda in questi anni, ma ha anche avuto il privilegio di lavorare con i due piloti più vincenti della storia della F1: MICHAEL SCHUMACHER e LEWIS HAMILTON. Nel 2010 infatti ‘Shov’ è stato Race Engineer del pilota di Kerpen, prima di assumere l’attuale ruolo di Track Engineering Director. L’ingegnere inglese ha conosciuto Schumacher al tramonto della sua parabola sportiva, mentre Hamilton era nel pieno della carriera agonistica, ma ha comunque notato analogie interessanti tra i due campioni.

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Anche se “i due personaggi non potrebbero essere più diversi” infatti, entrambi CONDIVIDONO ALCUNI TRATTI CHIAVE CHE LI DISTINGUONO DAI RIVALI. “Ai suoi avversari piace pensare che sia solo veloce in macchina – ha detto Shovlin di Hamilton – ma che non ci si ‘dedichi’ più di tanto. Invece è uno dei piloti che lavora più duramente che abbiamo mai conosciuto. Quando Michael è arrivato, la cosa che emergeva di lui era il modo in cui inseguiva anche dei guadagni minimi. Non importa se si trattasse di un centesimo di secondo, lui ci provava e li raccoglieva”.

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“Michael poi aveva la capacità di guidare qualsiasi bilanciamento fosse il più veloce – ha aggiunto ancora Shovlin – se si aveva bisogno di un’auto sottosterzante, lo faceva. Se si doveva spostare il lavoro sulle gomme anteriori, lo faceva. Era molto adattabile nel suo stile di guida. Queste sono certamente due caratteristiche che Lewis ha da offrire. MOLTI DEI BRAVI PILOTI NON HANNO UNO STILE PARTICOLARE. Qualsiasi cosa sia veloce, si adattano a farla”. Un’altra qualità dei due campioni era la capacità di fare più cose contemporaneamente durante la guida, fondamentale in una F1 complessa e tecnologica come quella di oggi.

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“Con Michael non importava quante cose gli dicessi detto di fare in un giro – ha concluso Shovlin – se si trattava di spostare il bilanciamento dei freni, dove tenere d’occhio le gomme, cosa fare per farle entrare nella finestra giusta. LUI ERA IN GRADO DI METTERLE TUTTE INSIEME. E ancora una volta, questo è quello che fa Lewis. Puoi continuare a dirgli una cosa dopo l’altra e lui non le dimentica. Lo fa e basta e poi, se gli si danno più cose da fare, le aggiunge alla lista. Quindi penso che, solo per come sono in macchina, siano in realtà più simili di quanto si possa credere. È solo che fuori dall’auto sono due persone molto diverse”.

Vincenzo
Vincenzo Medico Chirurgo, Psicoterapeuta, Odontoiatra. Specialista ambulatoriale presso l’ASL Napoli 1 Centro. Coach professionista. Terapeuta EMDR.
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