Gasly forgiato da una vita di conquiste

Gasly forgiato da una vita di conquiste

Lewis Hamilton, Valtteri Bottas, Max Verstappen e Pierre Gasly: dopo nove gare delle 17 in programma in questo campionato 2020 di F1 sono quattro i vincitori diversi saliti sul gradino più alto del podio al termine di un Gran Premio e tra questi ‘l’intruso’ è senza dubbio PIERRE GASLY. Il pilota dell’Alpha Tauri ha vinto il Gran Premio d’Italia a Monza, quello che adesso per certi versi è anche la gara di casa per il pilota francese dal momento che vive a Milano.

 La Monza folle di Gasly

Poco più di dodici mesi fa il classe 1996 aveva dovuto superare in rapida successione due COLPI BASSISSIMI riservatigli dalla sorte. Nella pausa estiva 2019, infatti, Gasly è stato retrocesso dalla Red Bull all’allora ancora Toro Rosso in uno scambio di sedili con Alexander Albon, una mossa in linea con quanto avvenuto nel 2016 quando Daniil Kvyat venne riportato in Toro Rosso da Helmut Marko per far spazio in Red Bull a Max Verstappen, tra l’altro subito vincitore a Barcellona all’esordio al volante di una vettura della scuderia di Milton Keynes.

 La resilienza di Gasly

Il Gran Premio del Belgio a Spa è stata la prima tappa per Gasly nuovamente al volante della vettura del team di Faenza con il quale aveva debuttato in F1 nel 2018 e dopo le qualifiche la Feature Race della F2 si è conclusa anzitempo per l’incidente costato la vita ad ANTHOINE HUBERT, grande amico di Pierre Gasly. Il lutto, unito alla retrocessione, ha rappresentato un punto di svolta per il campione GP2

  1. “Non è stato un momento facile – ha spiegato Gasly in un’intervista concessa a Racefans.net – ma sono riuscito a mettermi tutto alle spalle. Nella mia carriera e nella vita ho dovuto guadagnarmi tutto passo dopo passo, non c’è mai stato nulla di scontato per me sin dai kart e questo mi ha aiutato a resettare tutto e ripartire. Lo devo anche alla mia famiglia e a come mi ha educato”.

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In effetti la promozione in Red Bull per Gasly paradossalmente può aver pesato particolarmente a livello psicologico perché NON È STATA GUADAGNATA SUL CAMPO, ma forzata dalla ‘fuga’ di Daniel Ricciardo in Renault. Gasly in quel momento per la Red Bull rappresentava il miglior sostituto, ma niente di più. Adesso il classe 1996 dopo aver superato le difficoltà si sta dimostrando una garanzia in questo 2020 e non va dimenticato che nel 2017 non ha avuto subito la possibilità di correre in F1 nonostante il titolo vinto in GP2 nel 2016. Gasly si è guadagnato la F1 passando anche attraverso la Super Formula giapponese, campionato quasi vinto e ‘rovinato’ da un tifone che ha annullato il gran finale di Suzuka dove il pilota francese poteva piazzare la zampata decisiva dopo una rimonta sensazionale nella seconda parte della stagione.

Vincenzo
Vincenzo Medico Chirurgo, Psicoterapeuta, Odontoiatra. Specialista ambulatoriale presso l’ASL Napoli 1 Centro. Coach professionista. Terapeuta EMDR.
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