Camilleri invoca stabilità: “In passato porte girevoli”

Camilleri invoca stabilità: “In passato porte girevoli”

Un’intervista lunga e interessante, una sorta di ‘messaggio programmatico’ per il presente e soprattutto per il futuro, nel momento più nero degli ultimi 40 anni di storia sportiva della Ferrari, numeri alla mano. LOUIS CAMILLERI, amministratore delegato del Cavallino Rampante, ha parlato con il New York Times per spiegare il difficilissimo momento che sta vivendo il team italiano in Formula 1 e anche per togliersi qualche sassolino dalla scarpa in riferimento alle PASSATE GESTIONI, con le quali emerge in maniera palese una totale diversità di vedute.

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La parola chiave è una, secondo Camilleri: STABILITÀ. “Devo dire che ho piena fiducia in Mattia Binotto e nella sua squadra – ha detto l’a.d. – i risultati non sono lì per dimostrare quello che dico, ma QUESTE COSE RICHIEDONO TEMPO. Purtroppo in passato c’è stata troppa pressione e una storia di persone che sono state lasciate andare. C’è stata una sorta di atmosfera da porte girevoli e io ci sto mettendo un freno”.

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Camilleri, per motivare il suo pensiero, ha fatto anche riferimento ai due team che nell’ultimo decennio hanno monopolizzato gli albi d’oro dei titoli piloti e costruttori: RED BULL e MERCEDES. “Ciò di cui abbiamo bisogno è stabilità e concentrazione. Se si guarda al periodo in cui la Red Bull ha vinto i campionati, o alla Mercedes di oggi, oltre al talento una delle cose chiave che avevano era la stabilità e francamente questo è qualcosa che mancava alla nostra squadra. Se guardo indietro ai tempi di Jean Todt, Michael Schumacher, Ross Brawn e tutti questi ragazzi, ci sono voluti sei anni per arrivare a quello che alla fine sono diventati – una fenomenale squadra vincente”.

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“Voglio assicurarmi che la stabilità ci sia – ha quindi puntualizzato Camilleri – nonostante l’incredibile pressione che c’è sulla squadra, in particolare da parte dei media italiani che a volte sono piuttosto brutali, chiedendo di far rotolare le teste. Ma non è questa la soluzione. Questo non significa, comunque, che non prenderemo in considerazione la possibilità di INIETTARE ULTERIORI COMPETENZE e risorse nella squadra esistente” ha concluso Camilleri.

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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