Russell, Turchia da incubo per i team minori

Russell, Turchia da incubo per i team minori

Il Gran Premio di Turchia di domenica, presso il tracciato dell’Istanbul Park, è stato probabilmente uno dei più complessi da interpretare ed affrontare dell’ultimo decennio. Alla pioggia ed al freddo infatti si è aggiunta la superficie dell’asfalto completamente nuova e priva di grip, che ha fatto sottolineare a molti protagonisti della gara come sembrasse realmente di GUIDARE SUL GHIACCIO. Dalla confusione è emerso Lewis Hamilton, ancora una volta capace di battere la concorrenza insieme alla sua Mercedes, dopo una corsa condotta tutta in rimonta. Alle sue spalle è giunta la Racing Point di Sergio Perez, attualmente terza forza del mondiale, mentre sull’ultimo gradino del podio si è accomodato Sebastian Vettel, con una Ferrari ritrovata.

 Williams, scommessa infruttuosa

Spesso ci si immagina che gare ‘pazze’ come queste possano AIUTARE I TEAM MENO FORTI a racimolare punti che in condizioni normali non sarebbero in grado di ottenere. Tuttavia nessuna tra Alfa Romeo, Haas e Williams (le tre scuderia di fondo gruppo) è riuscita a piazzare una propria auto nella top-10. GEORGE RUSSELL, intervenuto presso il podcast F1 Nation, ha provato a spiegare le ragioni di questo, evidenziando come – paradossalmente – condizioni come quelle turche favoriscano i team forti molto più di quelli di seconda fascia: “Penso che questo sia difficile da capire per chi non è un pilota di F1 – ha spiegato il giovane inglese di casa Williams – ma quando andiamo più lenti, c’è meno aderenza. Questo è stato il caso di questo fine settimana”.

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“È per questo che, come si dice, ‘i ricchi sono diventati più ricchi e i poveri più poveri’. Le auto veloci, con la maggiore deportanza e la maggiore quantità di aderenza meccanica, possono andare più veloci nelle curve, per prima cosa. Questo da loro una MAGGIORE TEMPERATURA DELLE GOMME e ancora più aderenza – ha puntualizzato Russell – in aggiunta le auto più lente escono dai box più lentamente. Si perde aderenza e noi entriamo in una spirale verso il basso. Gli altri invece in una spirale verso l’alto. Per questo che si è vista così tanta differenza nel tempo sul giro. Non è che nessuno di noi fosse al limite. Eravamo tutti al limite – ha concluso l’inglese – ma solo al limite che avevamo. Purtroppo questo era molto diverso tra alcuni piloti ed altri“.

Fonte: https://www.formulapassion.it/motorsport/formula-1/f1-piloti/russell-gp-turchia-da-incubo-per-i-team-minori-f1-williams-532326.html

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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