Ricciardo e il volo per pensare al tatuaggio

Ricciardo e il volo per pensare al tatuaggio

DANIEL RICCIARDO aveva in cassaforte la terza posizione dopo il sorpasso su Charles Leclerc al decimo giro – bellissimo – e il ritiro di Valtteri Bottas. La Safety Car (assurda) mandata in pista dalla Direzione Gara in occasione del ritiro di Lando Norris ha messo a repentaglio il podio dell’australiano, che in occasione della ripartenza ha anche avuto l’occasione di attaccare Max Verstappen. Il tentativo di mettere addirittura il musetto davanti all’ex compagno di box in Red Bull, però, per poco non è costato a Ricciardo il podio. Sergio Perez, infatti, era in agguato e per tutta la Mercedes Arena l’australiano ha dovuto sudare freddo e mantenere i nervi saldi per difendersi dagli attacchi di Checo.

Superata quella fase delicata, gli ultimi giri sono stati di ordinaria amministrazione per Ricciardo, che oggi si è tolto la grandissima soddisfazione di aver riportato sul podio in F1 la Renault, un evento che non accadeva dal 2011. Il classe 1989 è destinato ad approdare alla McLaren e ad essere finalmente spinto dai motori Mercedes, ma intanto lascerà un segno indelebile su CYRIL ABITEBOUL, il quale dovrà farsi un tatuaggio in onore della scommessa fatta con Ricciardo e legata al podio. Un risultato che avrà sicuramente fatto piacere al CEO Luca De Meo, presente al Nurburgring.

 Perez, podio sfiorato

“Da fuori può essere sembrata una gara facile, ma da dentro non lo è stata affatto – ha spiegato Ricciardo – in occasione della ripartenza ho perso tempo con Max e per pochissimo Perez non ne ha approfittato. NON POTEVO PERMETTERMI DI PERDERE LA TERZA POSIZIONE, mi sono difeso strenuamente quasi non guardando quello che avrebbe potuto succedere perché ero sicuro che Checo fosse lì in agguato. Sono molto contento per me, per la squadra e per tutti i miei tifosi. Il tatuaggio? Ora ho un volo di un’ora e mezza, durante il viaggio in solitaria penserò cosa riservare ad Abiteboul”.

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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