Orgoglio messicano

Orgoglio messicano

Scorrendo la classifica piloti, i primi tre sono quelli che tutti gli appassionati avevano pronosticato dopo i primi test del 2020. Senza una Ferrari competitiva, era chiaro che il podio stagionale se lo sarebbero giocato Lewis Hamilton, Valtteri Bottas e Max Verstappen. Le sorprese, però, cominciano dalla quarta posizione. Perché SERGIO PEREZ poteva anche essere un papabile per la “medaglia di legno”, ma nel 2020 molti episodi hanno remato contro Checo.

Il messicano nei primi tre appuntamenti ha dimostrato grande costanza e uno spiccato gusto verso le rimonte in gara. A luglio si parlava molto dell’influenza della Mercedes sulle prestazioni della Racing Point, il che non rendeva giustizia all’ottimo lavoro in pista di Perez, che tra Austria, Stiria e Ungheria aveva già incamerato 22 punti. Poi, la prima sfortuna stagionale: il CORONAVIRUS. Perez è stato in assoluto il primo pilota a essere colpito dalla pandemia, cosa che gli ha precluso la partecipazione al doppio appuntamento di Silverstone. Tornato in gran forma per Barcellona, dove ha ottenuto un quinto posto, a Spa e a Monza non è andato oltre la decima piazza: tra le foreste delle Ardenne per problemi all’assetto della Racing Point, nel Tempio della Velocità per un contatto con Max Verstappen.

 Ufficiale: Sebastian Vettel in Aston Martin nel 2021

Nel frattempo, Perez guidava praticamente da licenziato: il boss Lawrence Stroll aveva da tempo opzionato Sebastian VETTEL per il 2021. E giù dalla torre sarebbe finito Checo, d’altronde il suo compagno di squadra è il figlio del proprietario. Ma al messicano non è andato giù che lo abbia dovuto sapere origliando da una camera di albergo la domenica sera del Gran Premio d’Italia. Da lì in poi, Perez ha venduto ancora più cara la pelle in ogni gran Premio. Dal Mugello non scende sotto la settima posizione. Tra Imola e Istanbul ha battagliato due volte con Alex ALBON e due volte il thailandese è finito in testacoda: un messaggio inequivocabile destinato a Helmut Marko e alla Red Bull.

Il podio sfumato sul tracciato del Santerno per una scellerata chiamata dei box se lo è ripreso con gli interessi in TURCHIA, con una gara magistrale, per cuori forti e guanti vellutati. Perez è arrivato secondo (tenendosi dietro proprio Vettel) nonostante le gomme intermedie stremate e si è meritato di partecipare alle celebrazioni per il settimo titolo di Lewis HAMILTON. Un podio che ha visto tre piloti che sommati fanno 98 anni in tre, una rarità in questa F1 all’insegna dei giovani, che tra l’altro sono stati anche gli unici al via nel 2011 quando si disputò l’ultima edizione del Gran Premio di Turchia. Soprattutto grazie a lui, la Racing Point guida la battaglia per il terzo posto nella classifica costruttori a tre gare dal termine. Non sarà un fuoriclasse, ma un ottimo pilota sì. E vederlo fuori dalla Formula 1 sarebbe davvero un peccato.

Fonte: https://www.formulapassion.it/motorsport/formula-1/f1-piloti/f1-orgoglio-messicano-sergio-perez-racing-point-istanbul-lewis-hamilton-lance-stroll-sebastian-vettel-532084.html

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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