Incidente Mugello, piloti scrivono al direttore di gara

Incidente Mugello, piloti scrivono al direttore di gara

Continua a far discutere l’incidente del MUGELLO durante la prima ripartenza dietro la Safety Car. L’incomprensione avuta a centro gruppo ha provocato un botto non da poco a velocità abbastanza sostenuta, che fortunatamente non ha causato conseguenze fisiche ad alcun pilota coinvolto. La GRAND PRIX DRIVERS’ ASSOCIATION, però, pretende dei chiarimenti sul sistema di ripartenza lanciata adottato ad oggi dalla Federazione attraverso una lettera scritta inviata direttamente al direttore di gara.

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“Abbiamo scritto una lettera a Michael Masi cercando di scoprire cosa può essere migliorato sulle ripartenze – ha spiegato ROMAIN GROSJEAN, che ha rappresentato la GPDA insieme a Sebastian Vettel e ad Alexander Wurz – Non credo che al Mugello ci sia stato qualcosa di sbagliato in particolare, ma sono state tante piccole cose che hanno portato ad avere conseguenze pericolose. FORSE ALCUNE MODIFICHE ALLE ATTUALI REGOLE POTREBBERO AIUTARE ed è di questo che vogliamo discutere per evitare altri momenti così spaventosi. Siamo stati fortunati a non farci male perché è stato un incidente ad alta velocità”.

Secondo NICHOLAS LATIFI, coinvolto nel grande impatto, un elemento determinante è stata la posizione troppo avanzata della linea del traguardo: “Su una pista come il Mugello, il leader avrebbe sempre aspettato il più tardi possibile per ripartire solo per evitare di essere beffato. In questo modo, però, è INEVITABILE UN EFFETTO FISARMONICA soprattutto per le vetture che sono più indietro. Per gli ultimi, infatti, la visibilità davanti è ridotta ed è impossibile capire quando il leader dà lo strappo. Devi perciò fidarti di chi ti precede. Non credo che sia colpa di qualcuno, non c’era molto da fare per evitare l’incidente”.

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“Negli anni precedenti era la Safety Car Line che dava il via effettivo ed era precedente alla linea del traguardo. Quindi, in piste come il Mugello o Baku, questo minimizzerebbe quell’effetto fisarmonica alle spalle del leader – ha aggiunto il rookie canadese – Questa è l’unica cosa a cui potrei pensare per poter migliorare. NON CREDO SIA NECESSARIO AVERE UNA ZONA SPECIFICA COME IN ALTRE CATEGORIE in cui il leader può effettivamente dare il via o qualcosa di simile”.

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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