I sei angeli custodi di Grosjean

I sei angeli custodi di Grosjean

Lo spaventoso incidente che ha coinvolto la Haas di ROMAIN GROSJEAN nel giro d’apertura del Gran Premio del Bahrain ha spinto ad alcune riflessioni sulla fortunata serie di eventi che hanno consentito al pilota francese di salvarsi, favorito anche da alcune innovazioni determinanti a livello di sicurezza, come l’Halo e le protezioni laterali che proteggono la testa del pilota. Se da una parte è giusto lodare questo tipo di decisioni prese sul lato sicurezza, questo incidente non può non far suonare un campanello d’allarme, specie in materia di guard rail e sulle cause che hanno fatto divampare l’incendio.

 Crash test

“La gara è durata solamente 15 secondi, attimi in cui il mondo della F1 ha trattenuto il fiato. […] Ci sono voluti 27 strazianti secondi per vedere, tra le fiamme, il fumo e il guardrail contorto, il pilota uscire da una cellula in fibra di carbonio che una volta era un’auto da corsa. […] Grosjean ha subito ustioni di secondo grado su entrambi i dorsi delle mani. […] Alcune considerazioni si possono trarre dalle immagini televisive e dalle foto. […] È stato lo stesso Grosjean a causare l’incidente […], andando verso destra senza vedere l’Alpha Tauri di Daniil Kvyat. […] Il resto può essere ricostruito solo parzialmente. In quel punto le vetture sono a circa 220 km/h, Grosjean è entrato nel guard rail dopo una decelerazione insufficiente, colpendo le protezioni con un angolo di 45°. […] La macchina si è divisa a metà. […] Il telaio, rimasto incastrato è ruotato di 180°, presumibilmente perché l’Halo o il roll bar si sono impigliati nel guard rail. […] Lo scoppio dell’incendio non è sorprendente date le forze in gioco. Il fatto che la sezione posteriore si sia spezzata è servito a dissipare energia. […] In questo tipo di incidente il serbatoio può essere stato squarciato dalla dinamica dell’urto. Gli esperti comunque ritengono che non siano andati a fuoco tutti i 110 kg di benzina, perché avrebbero potuto produrre un incendio ancora più grande. […] Sono stati sei gli angeli custodi di Grosjean: 1) Le attuali cellule di sopravvivenza resistono a impatti ad altissima velocità in molteplici angolazioni. 2) La dinamica dell’urto ha ribaltato l’abitacolo dalla parte destra. 3) Le protezioni laterali e l’Halo hanno aiutato la testa del pilota 4) Grosjean è potuto uscire relativamente senza ostacoli. 5) Il pilota è rimasto cosciente durante tutto l’incidente 6) La presenza immediata di marshal e dottori, con il primo estintore puntato entro 15 secondi. […].” MICHAEL SCHMIDT, Auto Motor und Sport, 30 novembre 2020

 Una lezione dopo il sollievo

“[…] La Haas in fiamme dopo l’urto nelle barriere, con il pilota imprigionato in un abitacolo angusto mentre l’incendio esplode, ci affascina eppure ci colpevolizza. Perché nel tempo la percezione del rischio è radicalmente mutata. […] Parlare di Formula 1 “sicura” è una contraddizione. I piloti vivono in un mondo di velocità e accelerazioni che nulla ha a che fare con le nostre esperienze di tutti i giorni. […] Quello di ieri è un normale incidente di gara e per fortuna non si è trasformato in tragedia, ma è anche l’eccesso di confidenza che caratterizza le nuove generazioni. […] Sono piloti sempre più giovani ai quali il rischio non ha mai presentato il conto. […] L’incidente in Bahrain non ha avuto conseguenze tragiche solo per un caso fortuito. […] Anche sul piano tecnico la violenza con la quale si è scatenato l’incendio a bordo della Haas deve far riflettere. Una vera e propria esplosione dovuta alla polverizzazione del carburante, compresso dalla deformazione della scocca. Tutto questo in presenza di chilometri di cavi elettrici e batterie. Anche nella grande serie l’ibrido ha prodotto pericolose controindicazioni. Sarà ora che anche la F1 se ne occupi.” MAURO COPPINI, Corriere dello Sport, 30 novembre 2020

Fonte: https://www.formulapassion.it/motorsport/formula-1/f1-piloti/i-sei-angeli-custodi-di-grosjean-incidente-fuoco-bahrain-incendio-534907.html

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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