Hamilton contro Petrov steward

Hamilton contro Petrov steward

La NOMINA DI VITALY PETROV come rappresentante dei piloti nel collegio dei commissari del Gran Premio del Portogallo HA “SORPRESO” LEWIS HAMILTON. Il sei volte campione del mondo non ha digerito le polemiche sollevate dall’ex pilota russo sul gesto di inginocchiarsi in griglia e rafforzate dopo l’esibizione della maglietta su Breonna Taylor sul podio del Mugello.

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“Tutto questo sembra un po’ troppo. E se uno dei conducenti si dichiarasse gay? Usciranno con una bandiera arcobaleno e inviteranno tutti gli altri a diventare gay o qualcosa del genere?” aveva dichiarato Petrov al Championat, facendo storcere non poco il naso allo stesso Hamilton che è tornato sulla questione nella conferenza stampa di Portimão.

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“Non ho ascoltato né letto tutte le dichiarazioni, penso che queste siano solo una parte dell’intervista. Direi che comunque è una sorpresa vedere che la FIA assume qualcuno che ha quelle convinzioni ed è così esplicito su cose contro le quali stiamo cercando di combattere tutti insieme – ha dichiarato Hamilton, voce sempre più forte nella lotta mondiale contro le disuguaglianze – Bisogna chiedere a loro il perché di questa scelta, non c’è molto che io possa fare a riguardo. Penso, però, che SI DOVREBBERO PRENDERE IN CONSIDERAZIONE PERSONE CHE SONO AL PASSO CON I TEMPI IN CUI VIVIAMO E SENSIBILI ALLE QUESTIONI CHE STIAMO AFFRONTANDO. Quindi non capisco bene quale sia il loro obiettivo o perché in particolare lui sia qui, non credo che non abbiano altre buone opzioni”.

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La Federazione non ha però esitato nella risposta al pilota della Mercedes, difendendo la propria scelta: “La FIA nomina come stewards piloti con una giusta esperienza e competenza in Formula 1 per svolgere questa funzione ai massimi livelli e che hanno espresso la loro disponibilità. In questo processo, LA FEDERAZIONE NON SI BASA SULLE OPINIONI ESPRESSE AL DI FUORI DI QUESTA FUNZIONE, a condizione che qualsiasi espressione del genere non contravvenga ai regolamenti e al Codice Etico della FIA”.

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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