Grosjean racconta i 28 secondi dall’incidente alla salvezza

Grosjean racconta i 28 secondi dall’incidente alla salvezza

ROMAIN GROSJEAN aveva già dichiarato di aver impiegato tre tentativi ad uscire dall’abitacolo, ma oggi nella sessione in videoconferenza dedicata ai media ha ripercorso istante per istante i 28 secondi che sono trascorsi dall’impatto contro le barriere alla fuga da una palla di fuoco. Di seguito il racconto del pilota francese.

 Grosjean: “Sono uscito dall’abitacolo al terzo tentativo”

“Ho provato subito ad uscire dall’abitacolo, ma ho sentito subito qualcosa contro la mia testa, allora sono tornato seduto attendendo che qualcuno venisse ad aiutarmi nella procedura di estrazione. Non provavo stress perché non ero conscio del fatto che la vettura stesse prendendo fuoco. Ho guardato a destra e a sinistra e da quella direzione ho visto arrivare le fiamme. A quel punto ho realizzato che non avevo tempo da perdere e che dovevo assolutamente uscire dall’abitacolo. Ho provato prima ad uscire a destra, poi a sinistra, senza successo. Ho iniziato a pensare a Niki Lauda, al fatto che non poteva finire così. In quel momento ho vissuto i millisecondi peggiori, quelli in cui il corpo si è rilassato, quasi ARRENDENDOSI ALLA MORTE IMMINENTE. Ho iniziato a chiedermi da dove inizierà? Mi farà male? Poi ho pensato ai miei figli, al fatto che non dovevano perdere il loro papà. Allora ho provato ad uscire di nuovo a sinistra, facendo una torsione della spalla, e stava funzionando se non fosse per il fatto che avevo il mio piede sinistro incastrato nell’abitacolo. Quindi sono tornato seduto, e ho spinto il più possibile per liberare il piede, che è riuscito finalmente ad uscire senza la scarpa. Dopo aver trovato di nuovo lo spazio per uscire a sinistra ho realizzato che DOVEVO METTERE LE MANI TRA LE FIAMME per uscire definitivamente. I miei guanti sono rossi e ho visto il sinistro in particolare diventare nero. Ho avvertito il dolore di avere le mani bruciate, ma anche il sollievo di essere riuscito ad uscire dalla macchina. A quel punto sono saltato per superare la barriera. Anche la mia tuta ha iniziato a prendere fuoco e ho realizzato di essere una sorta di torcia umana. Ho anche voluto subito togliermi i guanti, perché sentivo delle bolle e non volevo che la pelle si fondesse con i guanti diventando poi impossibile estrarre le mani dai guanti. Poi mi hanno fatto accomodare sulla Medical Car e mi hanno detto che l’ambulanza era in arrivo e che sarebbe andato tutto bene, io ho solo insistito affinché mi permettessero di raggiungere l’ambulanza e piedi e non in barella per dare un segnale forte a chi era davanti alla tv che stavo bene”. 

Fonte: https://www.formulapassion.it/motorsport/formula-1/f1-piloti/grosjean-racconta-i-28-secondi-dallincidente-alla-salvezza-incidente-bahrain-ustioni-fuoco-535883.html

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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