Gasly e la raccolta punti

Gasly e la raccolta punti

“Adesso farei meglio alla Red Bull e lo sappiamo bene sia io che i vertici della scuderia di Milton Keynes”. PIERRE GASLY in questo 2020 ha dato una risposta diametralmente opposta rispetto all’opaco 2017 di Daniil Kvyat in Toro Rosso in seguito al ritorno a Faenza per lasciar spazio in Red Bull a Max Verstappen. Il russo già nella seconda metà del 2016 era apparso frastornato al punto da uscire di scena nel 2018 non trovando più posto in F1. L’annata a Maranello da pilota di sviluppo l’ha rigenerato e dal 2019 è di nuovo con pieno merito protagonista nel Circus anche se nel 2021 sarà difficile evitare di lasciar spazio al pupillo della Honda Yuki Tsunoda.

 Spiraglio sempre aperto

Se Daniil Kvyat lotta per la sopravvivenza, Pierre Gasly invece ambisce giustamente ad una PROMOZIONE, ovvero il ritorno in Red Bull al fianco di Verstappen al posto dell’altalenante Alexander Albon. “Non mi interessa chi mi arriva dietro in gara, non sono concentrato sul Albon e quello che gli succede non è un problema mio quindi non ci faccio tanto caso – ha dichiarato Gasly intervistato dalla testata tedesca Motorsport-Total.com – negli ultimi 12 mesi da quando sono tornato in Alpha Tauri/Toro Rosso ho totalizzato circa 70 punti per questa scuderia, più di chiunque altro abbia guidato per questo team. Qualcuno che ne ha ottenuti meno ha comunque avuto la chance di passare in Red Bull”.

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Gasly non ha paura di rivivere un altro INCUBO da pilota Red Bull come avvenuto nella prima metà del 2019: “Una cosa è certa – ha aggiunto Gasly – sia io che la Red Bull abbiamo imparato molto da quel periodo. Credo che entrambi ci comporteremmo diversamente per cercare di essere il più competitivi possibile”.

Vincenzo
Vincenzo Medico Chirurgo, Psicoterapeuta, Odontoiatra. Specialista ambulatoriale presso l’ASL Napoli 1 Centro. Coach professionista. Terapeuta EMDR.
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