Formula videogame

Formula videogame

Durante i lunghi mesi di quarantena gli appassionati di Formula 1 hanno potuto fare la conoscenza con gli Esports e le SFIDE VIRTUALI. Molti piloti, soprattutto quella della ‘nuova generazione come Leclerc, Verstappen, Albon, Russell e Norris, non hanno voluto mancare questi eventi, mostrando un forte grado di coinvolgimento e rivelando quanto le nuove leve del Circus siano legate agli strumenti informatici, in un mondo che ormai ha sostituito i test in pista con i simulatori virtuali. Spesso certi appassionati più nostalgici della F1, per criticare le gare contemporanee, utilizzano il termine dispregiativo di ‘Formula videogame’. Ciò indicare una presunta maggiore facilità di guida delle monoposto attuali rispetto a quelle del passato, come appunto se si trattasse di correre in un videogioco.

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Approfondendo questo parallelismo in maniera più seria, e spostandolo su un piano più mentale, c’è però chi a trovato effettivamente delle LINEE COMUNI TRA VIDEOGIOCHI E GRAN PREMI. Si tratta proprio di LANDO NORRIS, che oltre ad essere uno dei talenti più promettenti della F1, è anche un gamer appassionato, che si cimenta con giochi diversi, anche non legati all’ambito sportivo. Nel corso di una lunga chiacchierata pubblicata sul Magazine ufficiale della F1 il pilota della McLaren ha affrontato questo argomento: “Quando faccio dei giochi che richiedono molta potenza cerebrale, mi costringono a stare concentrato e mi danno una sensazione simile a quella di quando guido una macchina. Come posso fare meglio? Come posso migliorare questa curva? Dove posso sorpassare la macchina davanti?“.

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Norris, proseguendo nell’interessante analisi, fa anche un confronto specifico: “La guida e i videogiochi come Call of Duty [uno ‘sparatutto’] sono dei mondi molto diversi – ha ammesso l’inglese – ma sono correlati in tanti processi di pensiero. Il modo in cui pensi alle cose, le strategie che devi elaborare in modo differente per poter battere un avversario: ‘cosa devo fare per batterlo?’. Il tentativo di raggiungere la perfezione, la memoria muscolare, gestire una serie di informazioni per poi prendere decisioni in tempi rapidissimi. Le due cose sono in realtà molto simili” ha concluso il giovane pilota di Bristol. Un’analisi interessante che aiuta a spiegare anche come TANTI RAGAZZI RIESCANO AD APPRODARE IN F1 a buoni livelli e ad età sempre minori.

Vincenzo
Vincenzo Medico Chirurgo, Psicoterapeuta, Odontoiatra. Specialista ambulatoriale presso l’ASL Napoli 1 Centro. Coach professionista. Terapeuta EMDR.
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