Una lezione dopo il sollievo

Una lezione dopo il sollievo

Le tragedie del passato e i conseguenti miglioramenti alla sicurezza hanno salvato ROMAIN GROSJEAN da un destino terribile. Lo schianto del Gran Premio del Bahrain, al primo giro, ha destato l’animo di tutti gli appassionati. Immagini tremende, perché contraddistinte dalle fiamme – in grado di avvolgere ciò che rimaneva della CELLULA DI SOPRAVVIVENZA della Haas del pilota francese.

“Romain Grosjean, scosso, ustionato, ferito, esce da solo dall’inferno. È un miracolo, diciamo. Non solo. È un trionfo della tecnologia applicata alla sicurezza. La macchina spezzata; la scocca, costruita per la Haas da Dallara, resistente persino a un urto micidiale; L’HALO — quella protezione che circonda il casco del pilota — DISCUSSO MA PROVVIDENZIALE AL PUNTO DA MANTENERE COSCIENTE IL FRANCESE, in grado così di sgusciare fuori, spinto dalla disperazione e dall’adrenalina. […] mentre ci rincuora l’esito di questo schianto, serve ripassare la contraddittoria consapevolezza di avere a che fare con un gioco estremo e, quindi, potenzialmente letale. Anche per questo magnetico. Si discuterà sulla posizione del guardrail del Bahrein, sulla sua pericolosità. Esercizi utili per approdare a nuovi progressi, nulla che possa preservare davvero chi guida“, si legge sul Corriere della Sera a firma di Giorgio Terruzzi.

 Nessuna frattura per Grosjean

Un velo di incertezza ci sarà sempre, perché la Formula 1 è tutto fuorché prevedibile. A quelle velocità si può invocare la parola noia solo a gara finita, magari con lo stesso vincitore di sempre, a patto però che nessuno, nel frattempo, abbia dovuto invocare miracoli. Il fatto che il Gran Premio del Bahrain sia finito sotto regime di Safety Car è stato ancora di più un sollievo: dopo il rogo della Haas, il ribaltamento di Stroll, e il commissario quasi investito da Lando Norris nel punto ove la Racing Point di Sergio Perez aveva preso anch’essa fuoco, LA GARA AVEVA PRESO UNA PIEGA INQUIETANTE.

“I sacrifici estremi di Roland Ratzenberger e di Ayrton Senna, nel remoto 1994, contribuirono ad accentuare la consapevolezza che di corse non si doveva morire. Da allora, i Gran Premi hanno preteso una vita, quella di Jules Bianchi. Sempre troppo, a scanso di equivoci. Ci siamo abituati all’idea che il pericolo non frequenti più i circuiti. CI SIAMO CULLATI NELLA INGENUA CONVINZIONE CHE ORMAI LA F1 SI SIA TRASFORMATA IN UN INNOCUO VIDEOGIOCO. Non è così, non sarà mai così, non potrà mai essere così. Ricordo bene, purtroppo, la leggerezza e la superficialità con le quali andammo incontro alle catastrofi di Imola ’94. Non è normale che un guardrail si buchi come un formaggio svizzero, non è normale che una monoposto si spezzi, non è normale un incendio. Non sempre il Dio delle corse farà la grazia“, scrive Leo Turrini sul Resto del Carlino. Questo è dunque uno di quei momenti nei quali bisogna fare un NUOVO PASSO AVANTI.

Fonte: https://www.formulapassion.it/motorsport/formula-1/incidente-grosjean-lezione-monito-sicurezza-corse-progresso-534861.html

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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