Renault, obiettivi mancati dopo 5 anni

Renault, obiettivi mancati dopo 5 anni

Dal 2016 al 2020 il TEAM RENAULT ha conquistato un solo piazzamento a podio, nessuna vittoria e soprattutto nessun piazzamento in grado di metterla seriamente a lottare per il campionato. Quando la squadra francese tornò ufficiale nel 2016, dopo l’era Lotus, il piano prevedeva infatti di tornare a vincere stabilmente entro l’anno corrente, il 2020. Ma una serie di errori e di progetti non all’altezza hanno tagliato le ali alla compagine che costruisce le vetture tra Viry-Châtillon e Enstone.

Il TERZO POSTO DI DANIEL RICCIARDO AL GP DELL’EIFEL disputato al Nurburgring è il primo risultato di rilievo dal ritorno. Un risultato che, secondo i piani del CEO 2016 (il fuggiasco Carlos Ghosn) sarebbe dovuto arrivare, con una certa costanza, GIÀ NEL 2018. All’epoca la stagione fu senz’altro tra le più positive, con un quarto posto finale in campionato conquistato ai danni della Haas, e con Carlos Sainz e Nico Hülkenberg come piloti. Di quella line-up non è sopravvissuto nulla, alla luce di un 2019 deludente nel quale pure un cavallo di razza come Daniel Ricciardo ha faticato. Sainz, nel frattempo, era andato alla McLaren ove, a parità di motore proprio come Renault, coglieva risultati migliori.

In effetti il motore Renault ha sì pagato in questi anni una certa inferiorità rispetto a Mercedes e Ferrari, ma sulle Red Bull le gare le vinceva; dunque il progetto in quel senso NON È STATO DEL TUTTO INCONCLUDENTE. Il maggior ritardo accumulato dal costruttore francese è stato a livello telaistico e aerodinamico. Nel 2016 non c’erano pretese: dalle ceneri della Lotus-Mercedes non si poteva ricavare granché, e la coppia Kevin Magnussen-Jolyon Palmer probabilmente non era (allora) all’altezza di quella sfida tecnica. Tra il 2016 e il 2017 Cyril Abiteboul assunse altro personale, portando lo staff da 400 persone a oltre 570; e i risultati furono senza dubbio migliorati, grazie anche all’arrivo di Hülkenberg al posto di K-Mag.

Nel 2018 il chief technical officer Bob Bell disse: “Avevamo detto cinque anni anche basandoci sulla storia della F1, in particolare guardando ai casi Jaguar-Red Bull e Brawn GP-Mercedes. Ma erano altre ere storiche. Ora dire che c’è un piano di cinque anni significa un periodo di tempo minimo, non massimo“. Mani avanti: BELL SAPEVA CHE IL DISTACCO DA MERCEDES, FERRARI, RED BULL ERA ANCORA TROPPO AMPIO per colmare il divario. La prova è stata nel 2019: con un motore competitivo, la monoposto giallo-nera era veloce solo sui circuiti a bassissimo carico. Un passo indietro che non ha aiutato nella sfida 2020, in quanto Renault oggi è migliorata ma è ancora lontanissima da Mercedes e Red Bull in particolare in configurazione gara.

La storia di Renault, in questo contesto storico, APPARE ILLUMINANTE SU QUANTO REALISMO BISOGNEREBBE MANTENERE QUANDO SI PARLA DI PIANIFICAZIONE: nonostante il tanto ottimismo, partire da zero quando nel campionato c’è una scuderia enormemente più forte delle altre (Mercedes) può voler dire piani anche di 6-7 anni. E dimostra come la Formula 1 del congelamento regolamentare possa diventare una montagna altissima da scalare quando un team si presenta con soluzioni nettamente migliori fin dall’inizio.

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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