Motori e diritti umani, l’Arabia Saudita si difende

Motori e diritti umani, l’Arabia Saudita si difende

In principio è stata la Dakar, poi è arrivata la Formula E e dal 2021 toccherà anche alla Formula 1. L‘ARABIA SAUDITA è ormai a buon diritto uno dei centri pulsanti del motorsport mondiale, ‘alla faccia’ della vecchia Europa. Il Gran Premio che si svolgerà per le strade di Jeddah il prossimo anno rappresenta lo ‘sdoganamento’ definitivo a quattro ruote di un paese molto discusso, sul quale non si placano le polemiche. Il tema dei DIRITTI UMANI è evidentemente centrale e già diverse mani si sono alzate per chiedere alla Formula 1 di boicottare il paese e ai piloti, LEWIS HAMILTON su tutti, di farsi sentire. Il campione inglese ha già dato la sua risposta, mentre Liberty Media non pare intenzionata a fare passi indietro.

 F1 in Arabia Saudita, interviene Hamilton

Il principe KHALID BIN SULTAN AL FAISAL, presidente della federazione automobilistica del Regno, ha però cercato di difendersi dalle critiche: “Quando non si conosce un paese e quando si ha una certa immagine di un paese, non li biasimo – ha spiegato – sappiamo di essere diversi. Abbiamo la nostra cultura. Ci sono cose che la gente può fare in altri luoghi e che non può fare qui. Ma noi rispettiamo le nostre differenze e STIAMO APRENDO IL NOSTRO PAESE A CHIUNQUE. Non abbiamo discriminazioni, quindi tutti possono venire. Che sia un uomo o una donna, non c’è segregazione. Ricordo che quando i miei genitori mi dicevano che saremmo andati negli Stati Uniti, soprattutto a New York, ero spaventato. Quindi capisco perché [gli altri] non siano entusiasti – ha aggiunto il principe Khalid – per via di molte questioni relative ai diritti umani e perché non sono mai stati in Arabia Saudita“.

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L’intenzione del governo del paese però è proprio quella di SFRUTTARE IL MOTORSPORT PER APRIRSI AL RESTO DEL MONDO, cercando di trasformare l’immagine che le persone hanno di questi luoghi. Un processo che secondo il numero uno del motorsport saudita è già iniziato con successo grazie alla Dakar ed alla Formula E: “Diverse squadre avevano detto di non voler andare in Arabia Saudita. Ma dopo che sono venuti, dopo averci visto e incontrato, hanno cambiato la loro prospettiva – ha concluso – vorremmo che la gente venisse a vedere chi siamo veramente. Non abbiamo nulla da nascondere”.

Fonte: https://www.formulapassion.it/motorsport/formula-1/motori-e-diritti-umani-arabia-saudita-si-difende-f1-formula-e-dakar-hamilton-liberty-media-principe-khalid-533955.html

Vincenzo
Vincenzo Medico Chirurgo, Psicoterapeuta, Odontoiatra. Specialista ambulatoriale presso l’ASL Napoli 1 Centro. Coach professionista. Terapeuta EMDR.
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