Monza, in 12 mesi è cambiato tutto

Monza, in 12 mesi è cambiato tutto

La Ferrari arriva a Monza, e passa dal tripudio del 2019 all’attesa di una possibile sconfitta nel 2020: nel mezzo decisioni FIA, indagini, pandemie, mancati rinnovi, e scelte tecniche oggi criticatissime.

“È passato un anno. Sembra un secolo! Dodici mesi fa, la Ferrari riempiva Piazza Duomo a Milano. Un tripudio di folla per quella che sembrava l’alba di un Rinascimento Rosso. Il giovanissimo Leclerc aveva appena vinto in Belgio e si apprestava a concedere il bis a Monza. È un miracolo da salutare con gioia il fatto che il Gran Premio d’Italia venga regolarmente disputato, nonostante la pandemia. C’è tanto, nell’evento, dell’orgoglio tricolore, sublimato dalla presenza sugli spalti di medici e infermieri. Peccato sia assente… la Rossa. È inutile girarci attorno, in questa malinconica ricerca del tempo perduto. Mai, almeno nella sua storia recente, il Cavallino si era presentato così moscio e dimesso all’appuntamento che una volta valeva quasi una stagione. Il Cavallino, ecco, ha smesso di nitrire. Raglia. Fuori dal Parco vagano sconsolati tifosi con cartelli che esprimono la delusione nazionalpopolare. È tutto tremendamente difficile, per la gente della Ferrari. Rimandare addirittura al 2022 ogni speranza di riscatto non è stato un colpo di genio, in termini di comunicazione. Forse, almeno in assetto da qualifica, un aiutino potrebbe arrivare dalla decisione Fia di vietare modifiche alla mappatura del motore tra prove e gara. Nulla di sconvolgente, ma si è sempre sostenuto che il famoso “pulsante magico” garantisse ad Hamilton e Bottas un ampliamento del già nettissimo margine di vantaggio sulla concorrenza. Francamente io ci credo poco, ma è pur vero che la Ferrari è messa così male che qualunque mutamento, a proposito di motori, male non farà“. LEO TURRINI, Il Resto del Carlino

“Le facce del tifosi domenica saranno esposte sulle tribune sotto forma di sagome di cartone e fra di loro ci sarà anche quella di Charles Leclerc, che si è fatto una fotografia e ha acquistato online il posto per essere in mezzo al popolo “virtuale’ della rossa. L’antro scorso, sugli spalti di Monza, c’era anche la mamma, alla quale il ferrarista non era riuscito a trovare un pass. Sono passati dodici mesi dal trionfo italiano del Piccolo Principe e il mondo nel frattempo è andato sottosopra. L’autodromo più iconico della F.1 è vuoto, in attesa che da oggi si accendano i motori, senza il pubblico. Non si era mai visto in tutta la storia, succede nell’anno della pandemia e della crisi Ferrari, vicina al suo 1000° GP nel momento peggiore. Un grande scudetto del Cavallino Rampante è stato piazzato davanti al rettilineo da qualche irriducibile, a simboleggiare una passione più forte di tutto, ma serve davvero fede per sperare in una resurrezione in casa. Gli ingegneri di Maranello hanno adottato sulla SF1000 una configurazione di ali molto “scarica”, nel tentativo di recuperare un po’ di velocità nei rettilinei. La conformazione di Monza lo permette, avendo una parte guidata, fra le due curve di Lesmo e la Parabolica, che è meno esigente del misto di Spa, dove invece occorre parecchio carico aerodinamico. Ma questo significherà una macchina nervosa e da domare, al pari del 2019, quando Vettel finì in testacoda all’Ascari. Sarà l’ultima Monza in rosso, per il 4 volte iridato: «Le difficoltà attuali non cancellano le emozioni che ho vissuto. Voglio essere sicuro di scendere dalla macchina, a fine campionato, sapendo di avere dato tutto». L’ex presidente Luca di Montezemolo, in un’intervista alla tv tedesca, ha colto l’occasione per prendersi una piccola vendetta, demolendo il suo successore Sergio Marchionne, scomparso nell’estate 2018: «Chi ha gestito la Ferrari dopo di me non aveva competenza. È stato un grande errore licenziare James Allison. Non si portano tecnici di auto stradali in Formula 1, perché servono abilità diverse. Inoltre vanno presi gli ingegneri migliori, anche se sono stranieri». È vero che servirebbero grandi nomi come nell’epoca di Ross Brawn e Rory Byrne, arrivati dalla Benetton con Michael Schumacher. Fatto sta che la Ferrari, con Marchionne, era arrivata a lottare per il titolo nel 2017 e 2018 contro le Mercedes. Forse bisognerà aspettare la svolta regolamentare del 2022 per rivederla vincente“.

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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