Masi (FIA) e il perché della Safety Car

Masi (FIA) e il perché della Safety Car

Ha fatto molto discutere nel post-gara del Nürburgring la scelta del Direttore di Gara di chiamare in causa la SAFETY CAR a poco più di dieci giri dalla bandiera a scacchi, quando la McLaren di Norris ha perso completamente potenza accostando a bordo pista. Sia Lewis Hamilton sia Max Verstappen hanno contestato molto duramente la decisione, considerata non necessaria e pericolosa a causa delle bassissime temperature dell’Eifel che hanno influito negativamente sul corretto funzionamento delle gomme.

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Al termine della corsa, MICHAEL MASI ha giustificato la chiamata della Safety Car sulla base del fatto che la McLaren #4 aveva un principio d’incendio in corso, provando anche a spiegare il perché del mancato intervento di una semplice VSC: “A prima vista, non eravamo certi che l’apertura del guardrail nel punto in cui si è fermato Norris potesse effettivamente consentire il recupero veloce della macchina. Quindi, piuttosto che reagire in un secondo momento, abbiamo optato per mandare subito dentro la vettura di sicurezza. In questo modo, il problema si è potuto risolvere in un colpo solo, quindi per noi è stata l’azione più sicura in quella circostanza”.

L’australiano si è poi soffermato sulla LUNGHEZZA DEL PERIODO DI NEUTRALIZZAZIONE, altro oggetto di critica da parte di Hamilton e Verstappen: “Il regolamento attuale prevede che le monoposto doppiate superino la Safety Car e si accodino nuovamente al gruppo. In questo caso, la procedura ha richiesto un po’ più di tempo in quanto i doppiati costituivano la maggior parte del gruppo, quindi la Safety Car è rimasta fuori un po’ più a lungo di quanto ci saremmo aspettati”.

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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