La W11 in versione Monza

La W11 in versione Monza

Forte della propria superiorità prestazionale messa in mostra nell’arco dell’intero campionato, la Mercedes approda nel Tempio della Velocità con una W11 in una versione simile a quella che ha corso in Belgio, ad eccezione delle piccole modifiche necessarie per affrontare i lunghi rettilinei del tracciato brianzolo. Per raggiungere una configurazione aerodinamica il più scarica possibile ed abbattere così la resistenza all’avanzamento, i tecnici di Brackley hanno sviluppato un NUOVO PROFILO DELL’ALA POSTERIORE appositamente per Monza. Rispetto alla specifica utilizzata in Belgio, il nuovo componente si differenzia per una corda e un’incidenza ridotte, oltre che per una curvatura più lieve in prossimità dell’intaglio centrale.

SORPRENDE INOLTRE COME LO SFOGO DELL’ARIA CALDA NELLA PARTE TERMINALE DEL COFANO SIA DI DIMENSIONI CONTENUTE RISPETTO A QUELLO VISTO A SPA. Il ridimensionamento è da interpretarsi come un guadagno importante in termini prestazionali, in quanto viene ridotto l’impatto sull’efficacia dell’aerodinamica della monoposto. Tuttavia, resta da comprendere se la scelta sia effettivamente frutto di una minore preoccupazione degli uomini Mercedes circa il raffreddamento dei componenti interni sulla pista italiana. L’ipotesi alternativa è che l’abolizione del party mode comporti l’attenuazione delle problematiche di surriscaldamento della power unit, sebbene TOTO WOLFF abbia dichiarato che con la nuova direttiva tecnica il team disporrà di una mappatura mediamente più aggressiva per la gara.

A MONZA INFINE LA SCUDERIA HA RIPROPOSTO GLI AGGIORNAMENTI INTRODOTTI A SPA, in particolare le modifiche ai bargeboards, al fondo e alle appendici aerodinamiche sul muso. La validazione delle novità aerodinamiche costituisce sempre un processo estremamente importante e mai scontato in Formula 1.

Anche la RED BULL ha portato a Monza una NUOVA ALA POSTERIORE A BASSO CARICO. Nel dettaglio, rispetto a Spa è stata confermata la forma del profilo principale a cucchiaio incurvata verso il basso, mentre il profilo superiore appare decisamente più rettilineo.

L’incidente di Max Verstappen nel primo turno di prove libere inoltre ha fornito l’occasione per apprezzare una parte dei canali aerodinamici che si diramano all’interno del muso della RB16.

L’immagine è emblematica del livello di sviluppo e dell’attenzione ai dettagli  che contraddistinguono la scuderia di Milton Keynes e più in generale il mondo della Formula 1 contemporanea.

Vincenzo
Vincenzo Medico Chirurgo, Psicoterapeuta, Odontoiatra. Specialista ambulatoriale presso l’ASL Napoli 1 Centro. Coach professionista. Terapeuta EMDR.
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