La gara delle opportunità

La gara delle opportunità

Il Gran Premio di Sakhir potrebbe ricevere l’appellativo di gara delle opportunità. Il secondo fine settimana consecutivo al Bahrain International Circuit infatti offre delle occasioni importanti per numerosi protagonisti, a partire dalla promozione temporanea in Mercedes per GEORGE RUSSELL fino al debutto in Formula 1 per PIETRO FITTIPALDI E JACK AITKEN. A queste si aggiunge l’occasione per VALTTERI BOTTAS e MAX VERSTAPPEN di poter aspirare alla vittoria con Lewis Hamilton lontano dalla pista. Oltre agli intrecci e alle storie personali dei singoli piloti tuttavia, le prime sessioni di prove libere hanno evidenziato come il tracciato nella sua configurazione esterna presenti delle caratteristiche in grado di offrire delle dinamiche inedite nell’arco del fine settimana, costituendo una variabile aggiuntiva per il Gran Premio stesso. Come spesso accade, le variabili possono tradursi in un imprevisto o in un’opportunità, con le squadre e i piloti che dovranno essere abili a massimizzare ogni potenziale vantaggio derivante dal disegno anomalo del circuito.

PICCOLI ACCORGIMENTI DI GUIDA Ripercorrendo virtualmente i 3543 METRI che compongono il giro, la prima novità a cui hanno dovuto adeguarsi i piloti rispetto al fine settimana precedente è LA STACCATA DI CURVA 1. L’assetto delle vetture infatti presenta alcune differenze dall’ultimo appuntamento iridato, tra cui la configurazione aerodinamica più scarica e le pressioni degli pneumatici più alte, che comportano un cambiamento nella risposta in staccata e una diversa capacità frenante. CURVA 4, che segna l’inizio del secondo settore, rientra nella porzione di circuito utilizzata anche lo scorso week-end, ma la sua impostazione ottimale è diversa rispetto che durante il Gran Premio del Bahrain. Mentre in precedenza i piloti allargavano molto in fase di accelerazione, potendo sfruttare un breve allungo prima della piega successiva, adesso la posizione in uscita condiziona l’approccio del cambio di direzione di curva 5 posto immediatamente dopo.

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Il secondo settore nel complesso ospita sei curve, ma una delle difficoltà principali è rappresentata dalle SCONNESSIONI NEL MANTO STRADALE, che portano le vetture a sobbalzare vistosamente. Il tutto potrebbe richiedere un ammorbidimento delle sospensioni, condizionando le scelte di assetto delle squadre. Nelle prime sessioni in particolare le RED BULL sono apparse tra le monoposto con l’altezza da terra del corpo vettura più bassa, nel tentativo di ridurre la resistenza aerodinamica e massimizzare la velocità in rettilineo, caratteristica che però potrebbe creare maggiori disturbi con le irregolarità del secondo settore.

CURVA 7 infine è preceduta da una della staccate più insidiose del tracciato, in quanto il pilota agisce sul pedale con il volante ancora sterzato, dal momento che la frenata viene impostata ancora in fase di uscita dalla curva 6. Per evitare il bloccaggio della ruota anteriore destra diventa importante spostare la ripartizione del carico frenante verso le ruote posteriori, operazione eseguibile direttamente con i manettini posti sul volante. Data l’assenza di un tratto rettilineo nelle immediate vicinanze tuttavia, i piloti sono costretti a eseguire tale regolazione quando sono ancora in percorrenza di curva 6, STERZANDO IL VOLANTE CON UNA SOLA MANO, elemento che costituisce una difficoltà di guida aggiuntiva.

LA GESTIONE DELLE QUALIFICHE Alle criticità di pilotaggio si aggiunge la gestione delle variabili conseguenti alla brevità della pista. Nel corso delle prove libere infatti È EMERSO COME SIA POSSIBILE EFFETTUARE DUE TENTATIVI CONSECUTIVI DI QUALIFICA CON LO STESSO TRENO DI GOMME SENZA CALO DI PRESTAZIONE. Mercedes ha provato a fare due giri in successione, strategia supportata dal fatto che il tracciato sia talmente breve che la batteria dispone della carica sufficiente per concludere due tornate consecutive.  Allo stesso tempo, i tempi sul giro inferiori al minuto aprono alla possibilità di effettuare fino a tre o quattro tentativi nel corso delle singole sessioni di qualifica ritornando ai box per un rapido rabbocco di carburante, pur mantenendo lo stesso treno di pneumatici. In questo modo i team potrebbero evitare di imbarcare della benzina aggiuntiva per fare due giri in successione, che appesantendo la vettura porterebbe a perdere centesimi preziosi sul tempo finale.

Un altro tema anticipato alla vigilia del fine settimana è quello riguardante IL TRAFFICO, a cui contribuiscono la volontà dei team di cercare una vettura davanti per sfruttare l’effetto scia e la brevità del circuito stesso, che inevitabilmente compatta le monoposto tra di loro. A seconda di dove la si incontri, UNA VETTURA LENTA IN TRAIETTORIA PUÒ PORTARE A PERDERE TEMPO O AL CONTRARIO A SFRUTTARE CON MAGGIOR EFFICACIA L’EFFETTO SCIA. Durante le prove libere infatti si è visto come nel rettilineo di ritorno diversi piloti abbiano beneficiato della scia di auto lente a bordo pista in procinto di lanciarsi.

Le qualifiche pertanto saranno condizionate da numerose variabili e dinamiche inedite, motivo per cui la griglia di partenza non sarà determinata dalla sola competitività del pacchetto pilota-vettura, ma anche DALL’ABILITÀ DEI TEAM DI SCEGLIERE ACCURATAMENTE LE TEMPISTICHE DI INGRESSO IN PISTA E DALLA PIANIFICAZIONE DEL NUMERO DI GIRI LANCIATI DA FARE. In quest’ottica, il Gran Premio di Sakhir potrebbe riservare a ciascuna squadra delle opportunità inattese o delle spiacevoli sorprese, dove molto dipenderà dalle scelte del muretto.

Fonte: https://www.formulapassion.it/motorsport/formula-1/formula1-gara-opportunita-gp-sakhir-george-russell-mercedes-ferrari-leclerc-vettel-verstappen-535958.html

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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