La forza del sette

La forza del sette

LEWIS HAMILTON, l’uomo del momento, è a un passo dai sette titoli mondiali. Il primo match point per il raggiungimento del record di MICHAEL SCHUMACHER avverrà proprio questa domenica, a Istanbul, in un altro circuito ripescato in calendario per via del Covid-19. A differenza della folle MotoGP, la Formula 1 non ha vissuto altre rivoluzioni di classifica in questa stagione 2020, e se per Lewis tutto andasse per il verso giusto sarebbe in grado di conquistare il mondiale con ancora tre gare da disputare. Tutto secondo i piani, i suoi e quelli di Mercedes, con un INVESTIMENTO ECONOMICO ampiamente giustificato dai risultati.

Questo stesso investimento potrebbe proseguire, con UN TRIENNALE DA 143 MILIONI DI DOLLARI OFFERTO A LEWIS per rimanere e per tentare di diventare di gran lunga il pilota più vincente di ogni epoca in tutte le classifiche. Sarebbero 5 milioni di euro in più a stagione, scrive il Daily Mail, in un’epoca nella quale è più frequente sentir parlare di tagli. Il valore aggiunto di Hamilton è facile da intuire: ha vinto tutto, mentre da fuori ne ha sentite di tutti i colori. Da chi lo accusa di avere una macchina con la quale vincerebbe chiunque, fino a chi lo ha delegittimato dalla presenza di rivali troppo lontani per impensierirlo. Lui si è sempre rialzato in piedi, schiena dritta, spolverandosi le spalle da questo pulviscolo polemico: scendendo in pista, monumentale, SEMPRE MENO INCLINE AGLI ERRORI.

“È un Lewis esistenzialista, pur essendo consapevole del traguardo a un passo è concentrato in altre lotte. Battersi per la parità, per i diritti umani, contro la discriminazione. È il messaggio di chi ormai viaggia in una dimensione superiore a quella sportiva, eppure resta innamorato della F1. La strategia sarebbe occupare un ruolo ancora più centrale, oltre a quello del pilota, pensando anche al dopo, per giustificare l’elevato stipendio in un momento di drastici tagli economici. Sarà una partita a scacchi. Un sette volte iridato precario, strano vero?“, si legge sul Corriere della Sera a proposito del rinnovo del contratto. UN TEMA DI NOTEVOLE INTERESSE: se mai dovesse ritirarsi all’apice di questo 2020, chi andrebbe a sostituirlo avrebbe una grossa eredità da gestire.

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Il Circus, come gli altri sport, naviga anche lì, nell’oceano dei confronti. Da sempre. Del resto, pur se Hamilton e Schumacher si sono incrociati in Formula 1, l’era del tedesco si è conclusa sufficientemente prima del dominio del britannico. Ragioniamo su due tipi di regolamento e di sfida differente: Schumi ha schiantato la concorrenza nell’era dei rifornimenti, delle qualifiche durante la gara, del grande consumo. Lewis è il più grande interprete dell’ibrido, della gestione degli pneumatici, del risparmio di carburante.

Tutti e due, però, verso la vetta dei sette titoli; così simili, così diversi. Del resto, anche i LOS ANGELES LAKERS E I BOSTON CELTICS hanno vinto 17 titoli NBA a testa: grandi cifre per uno sport che, dai tempi di Larry Bird a quelli di LeBron James, è cambiato molto. Così Schumacher e Hamilton, due grandi campioni in epoche diverse e, salvo miracoli in salsa Bottas, statisticamente due titolati alla pari.

Fonte: https://www.formulapassion.it/motorsport/formula-1/lewis-hamilton-mercedes-sette-titoli-531188.html

Vincenzo
Vincenzo Medico Chirurgo, Psicoterapeuta, Odontoiatra. Specialista ambulatoriale presso l’ASL Napoli 1 Centro. Coach professionista. Terapeuta EMDR.
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