I soldi contro il talento

I soldi contro il talento

Nelle ultime stagioni la Formula 1 ha visto affacciarsi dalle categorie minori una schiera di PILOTI GIOVANI E MOLTO VELOCI che stanno facendo molto bene, dimostrando di poter mettere in difficoltà tanti veterani. I vari Max Verstappen, Charles Leclerc, Lando Norris e George Russell rappresentano, a poco più di vent’anni, non solo il futuro ma anche buona parte del presente del Circus. Parallelamente però è difficile non notare quanto il RUOLO DEL DENARO sia sempre più preponderante nello sport. Lo è per piloti di esperienza, che spesso trovano più facilmente un sedile nei team di medio-bassa classifica, ma lo è anche e soprattutto per i piloti più giovani.

 Stroll: “Cercheranno sempre di screditarmi”

Spesso, inevitabilmente, le due sfere si intrecciano. È il caso – volendo fare un esempio concreto – di piloti come LANCE STROLL o LANDO NORRIS, arrivati in Formula 1 sulla scia di buoni o anche ottimi risultati nelle categorie propedeutiche, ma certamente aiutati anche da capitali economici non indifferenti investiti direttamente dalle famiglie. Si tratta di situazioni che in uno sport costoso come quello dell’automobilismo sono sempre esistite, ma che nell’epoca contemporanea vedono girare inevitabilmente cifre ogni anno maggiori. Secondo l’ex pilota tedesco RALF SCHUMACHER, il talento ormai è diventato secondario rispetto al portafoglio.

 Schumacher, prova sedile con l’Alfa Romeo

“Il denaro va contro il talento. Non importa quanto qualcuno abbia talento. Se lui o lei può a malapena permettersi i test può comunque avere tutto il talento possibile, ma perderà contro chi ha più soldi” ha sottolineato al sito Sport1.de. Schumacher ha fatto riferimento anche ad uno dei piloti più forti ed apprezzati della generazione attuale, MAX VERSTAPPEN: “Lui è stato fortunato. Ha un super talento, ma è stato anche aiutato“. Infine una considerazione l’ex pilota di Williams, Jordan e Toyota l’ha fatta anche sul NIPOTE MICK, prossimo all’esordio in F1 con l’Alfa Romeo: “Ogni volta che è entrato in una nuova categoria all’inizio è stato prudente. Ha imparato di più e alla fine della stagione ha colpito. È  esattamente quello che sta facendo ora in F2 – ha concluso – quindi è normale che sia in lizza per un contratto in F1″.

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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