Guerra psicologica

Guerra psicologica

In Russia VALTTERI BOTTAS ha conquistato il suo secondo successo stagionale, riducendo a 44 i suoi punti di distacco dalla vetta del campionato, occupata dal suo compagno di squadra LEWIS HAMILTON. Via radio, transitando sotto la bandiera a scacchi, il finlandese si è lasciato andare ad un piccato messaggio di risposta nei confronti dei suoi critici. Lo stesso che aveva ripetuto a Melbourne, nel 2019, dopo essersi imposto nella gara d’apertura di quel campionato. Con sole sette gare al termine del campionato però, sembra improbabile che il finlandese possa ribaltare la situazione in classifica. L’ex pilota della Williams è in Mercedes dal 2017 ma, rispetto al suo predecessore Nico Rosberg, non è mai riuscito a reggere sul lungo periodo la sfida con Hamilton.

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JENSON BUTTON, che di Hamilton è stato compagno in McLaren dal 2010 al 2012, sa invece come battere il connazionale. Ci è riuscito nel 2011, quando giunse secondo in campionato dietro a Sebastian Vettel, e anche nelle altre due stagioni ha ottenuto risultati molto vicini a quelli del sei volte campione del mondo. Intervistato dal sito Inews.com, il campione del mondo 2009 ha indicato quello che potrebbe essere il vero ‘difetto’ di Bottas: l’essere un COMPAGNO DI SQUADRA TROPPO BRAVO. “Valtteri è un grande giocatore di squadra – ha spiegato l’inglese – ci sono certe cose che dovresti tirare fuori quando sei compagno di squadra di Lewis per entrare nella sua testa, ma Valtteri è solo un tipo molto simpatico. Vuole parlare solo far parlare la pista”.

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Contro Hamilton però, per Button questa non è la giusta strategia. Come già aveva sottolineato Nico Rosberg in riferimento alla sua esperienza del 2016, per battere Hamilton bisogna destabilizzarlo: “SI TRATTA DI USARE LA TESTA IN CERTE SITUAZIONI – ha sottolineato ancora Button – lavorare sull’ingegneria della vettura, sulla strategia, mettendo a punto la macchina. Per me l’unico modo per battere Lewis era mettere a punto meglio la mia macchina o affrontare una gara in modo diverso in termini di strategia, per come avrei gestito le gomme o risparmiato carburante per poter spingere quando lui andava ai box. Questo lo ha reso molto divertente e penso che Lewis abbia pensato spesso ‘Non so come abbia fatto a battermi, perché io sono più veloce di lui’“ ha scherzato l’ex pilota di Honda e BrawnGP.

Vincenzo
Vincenzo Medico Chirurgo, Psicoterapeuta, Odontoiatra. Specialista ambulatoriale presso l’ASL Napoli 1 Centro. Coach professionista. Terapeuta EMDR.
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