Gran Premio burocrazia

Gran Premio burocrazia

Lewis Hamilton andrà a leggere nuovamente il regolamento sportivo della Formula 1 per non ritrovarsi a perdere ulteriori gare per errori evitabili. Questo è il succo del weekend di Sochi, nel quale ha dovuto cedere la prima posizione in gara per scontare una penalità molto ‘pesante’ su una regola che evidentemente è sfuggita al controllo Mercedes. Il britannico comincia a covare una certa insofferenza verso i commissari, per altro con l’appoggio a distanza anche del rivale Max Verstappen – pur considerando che l’olandese ieri ha tratto vantaggio dello stop&go del numero 44. La burocrazia della Formula 1 è sul banco degli imputati, secondo il duo.

“Come prendersi due multe in pochi secondi, pizzicato dalle telecamere della Ztl o di un semaforo. Tre settimane dopo il pit-stop vietato di Monza, Hamilton sceglie il modo più assurdo per buttare via un’altra vittoria e rinviare l’appuntamento con Schumacher a quota 91. Stavolta scivola sulle prove di partenza prima del Gp, che i piloti effettuano appena fuori dalla pit-lane: il sei volte campione del mondo si sistema troppo avanti, secondo i commissari, sebbene il regolamento non stabilisca esattamente i confini del lecito. Il risultato sono 10″ di penalità (5″ più 5″, obiettivamente eccessivi) e un pomeriggio a cercare fantasmi: «Stanno provando a fermarmi, nessuno è mai stato mai penalizzato per qualcosa di tanto ridicolo. L’ho fatto molte altre volte e non mi è stato detto nulla». […] Il record di Schumi resisterà almeno altre due settimane, forse di più se Hamilton continuerà a vivere sul filo delle regole e della provocazione: in pista – già 5 penalità nel 2020 – come fuori, dove gli è stato vietato di portare sul podio le sue battaglie di civiltà. La responsabilità è di nuovo da dividere con il team, dal quale via radio è arrivato il via libera a provare le partenze in una zona meno «gommata», più simile a quella del vero start, dettaglio che almeno gli ha salvato due punti sulla patente. «Mi rileggerò bene il regolamento – promette Lewis -, studiando le aree in cui gli steward potrebbero trovare delle scuse per ostacolarmi. Non gliele darò».” JACOPO D’ORSI, La Stampa

“Saranno state le vertigini, per l’ultimo miglio da scalare sulla vetta delle vittorie di Michael Schumacher. Lewis Hamilton si è impantanato regalando la vittoria a Valtteri Bottas. Purtroppo per il finlandese la corsa russa potrebbe presto traslocare a San Pietroburgo. Non dispiace visto lo scarso spettacolo nel Parco olimpico: animato soltanto dai team radio rabbiosi di Lewis contro chi «vuole fermarlo, ma non ci riuscirà mai». Lewis ieri era arrabbiato per i provvedimenti sportivi: «Quando sei davanti, e non mi riferisco al mio caso specifico, triplicano i controlli, cambiano le regole. Lo fanno per provare a rendere le gare più divertenti». L’ingenuità più grande l’ha commessa la Mercedes che non gli ha detto di levarsi da quella posizione, ma è una vicenda comunque con qualche ombra. Gli steward hanno impiegato più di 20 minuti per notificare la punizione pur avendo le immagini a disposizione. Poi a fine corsa hanno riesaminato il caso trasformando i due punti inizialmente decurtati sulla superlicenza (con altre due infrazioni in un mese Hamilton avrebbe saltato un Gp) in una multa. Giusto così, sarebbe stato davvero troppo“. DANIELE SPARISCI, Corriere della Sera

“A tenere banco, dopo il traguardo, sono state le frasi polemiche di Lewis all’indirizzo dei giudici Fia. «Chi dice che non potevo fare le prove di partenza lì? — si era sfogato via radio con il suo ingegnere Pete Bonnington Non riusciranno mai ad abbattermi». In particolare Hamilton ha puntato l’indice contro il documento che avevano redatto gli steward dopo la riunione con i piloti. «C’era scritto solo che dovevamo provare le partenze sul lato destro della corsia box dopo il semaforo verde, non quanti metri avanti dovessimo posizionarci — ha precisato Lewis —. Io non volevo accelerare sullo sporco, perché non sarebbe stato rappresentativo di quello che avrei trovato sullo schieramento partendo con l’asfalto pulito. Ne ho parlato con il team e mi hanno risposto che era tutto ok. Quella dei commissari è stata una decisione interessante…». Perfino il rivale Verstappen lo ha difeso: «Lewis ha ragione. Aveva già ricevuto una penalizzazione pesante, i punti tolti sulla patente non avevano senso. Io mi sono ripromesso di stare lontano dagli steward ai gran premi, voglio incontrarli solo in hotel o al bar».”

Vincenzo
Vincenzo Medico Chirurgo, Psicoterapeuta, Odontoiatra. Specialista ambulatoriale presso l’ASL Napoli 1 Centro. Coach professionista. Terapeuta EMDR.
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