Doccia fredda a Spa

Doccia fredda a Spa

La Ferrari ha accumulato un ritardo notevole nelle due sessioni di prove libere del venerdì, tanto da soffrire pure le prestazioni di una squadra che fino ad ora è rimasta nelle ultime file come l’Alfa Romeo. In generale i motori di Maranello non brillano per velocità di punta e la SF1000 non risponde bene alle curve veloci: per Leclerc e Vettel potrebbe esserci la concreta possibilità di venire esclusi dall’ultima fase di qualifica.

“Essere indietro era previsto, ma così indietro forse no. La Ferrari che oggi affronta le qualifiche del GP del Belgio sa di aver di fronte una montagna difficile da scalare: Charles Leclerc e Sebastian Vettel ieri hanno chiuso staccati rispettivamente di 1″6 e 1″9 dalla Red Bull di Max Verstappen, il più veloce della giornata. Leclerc ha ammesso che non si aspettava un distacco simile (per fare un confronto col 2019, il monegasco è stato più lento di 1″3 rispetto alle seconde libere dell’anno scorso): «È una sorpresa essere così indietro nelle libere 2 – ha detto Charles – abbiamo provato ad aumentare il carico, ma siamo dovuti tornare indietro, dobbiamo lavorare, però non mi aspetto miracoli. E triste essere così dietro, ma l’impegno non manca. La pioggia? Di solito se ci sono problemi di bilanciamento, il bagnato li aggrava». Anche Vettel conferma: «Abbiamo provato e riprovato, resettato e riprovato. Andrà meglio».” GIUSTO FERRONATO, La Gazzetta dello Sport

“Ferrari contro Williams, ma non è come negli anni 90 quando Schumacher si giocava i Mondiali contro Damon Hill e Jacques Villeneuve. Il nuovo Cavallino del «riapriremo il ciclo» lotta contro la nobile decaduta della F1, appena venduta da Sir Frank, per posizioni imbarazzanti in fondo alla griglia. Le curve di Les Combes, Malmedy, Pouhon poi sono un incubo per un macchina dagli enormi difetti, come una ricetta alla quale manca sempre qualche ingrediente: nel secondo settore appunto, quello più guidato, accumulava ritardi da pendolare. Leclerc è più lento di 1”3 rispetto a dodici mesi fa: se potesse andrebbe a piedi a Maranello a riprendere la SF90, la monoposto del suo primo successo in F1. Per arginare la caduta libera resta una sessione di prove dopo il lungo lavoro di analisi sulle grane. La scelta di un assetto estremo, con ali scariche sul genere di quelle utilizzate a Silverstone (e lì avevano funzionato), ha prodotto effetti disastrosi nel tratto più tortuoso. A complicare il tutto le basse temperature dell’asfalto (c’erano 20 gradi), né Leclerc né Vettel sono riusciti a scaldare le gomme, a causa della mancanza di carico aerodinamico“. DANIELE SPARISCI, Corriere della Sera

“Non è andata male: è andata peggio. Difficile trovare in passato un risultato altrettanto deludente. Sulla pista di Spa-Francorchamps in cui Leclerc appena un anno fa vinse la prima gara della carriera, le Rosse ieri sono scomparse. Persino le Alfa Romeo, che montano il 6 cilindri ibrido prodotto a Maranello, sono mezzo secondo avanti. Si sapeva che la SF1000 avrebbe sofferto su un tracciato di rettilinei e curve velocissime, ma non era ipotizzabile un distacco così. Qualche decimo può essere recuperato in qualifica, ma il secondo e mezzo che rimane di differenza? Non c’è una risposta facile: lavoro, studio, ricerca sono le parole chiave, però per i risultati se ne riparlerà non prima del 2022“. STEFANO MANCINI, La Stampa

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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