Crash test

Crash test

La Formula 1 dall’era di JACKIE STEWART ha fatto grandi passi avanti verso la sicurezza, prima adattando i circuiti, poi adeguando l’abbigliamento e la preparazione fisica dei piloti stessi, fino a raggiungere standard elevatissimi nell’utilizzo dei materiali. L’evoluzione della velocità ha poi portato a nuovi cambiamenti, sia sulle vetture sia sui circuiti. L’INCIDENTE DI ROMAIN GROSJEAN in Bahrain, con il pilota sostanzialmente illeso, ha rappresentato un vero e proprio CRASH TEST non voluto – che con gran sollievo per tutti potrebbe portare a ulteriori miglioramenti.

La DEFORMAZIONE ESTREMA della vettura è, anche per voce di uno come Dallara, un fatto assolutamente normale. Come è normale aver creato danni così importanti a un guardrail, visto che l’impatto a 220 chilometri orari è avvenuto frontalmente. Nel punto in cui Grosjean è andato a impattare, non c’erano file di pneumatici, TECPRO o altri sistemi di contenimento come quello SAFER sugli ovali dei circuiti americani. La POSIZIONE DEL RAIL, inoltre, non si è rivelata fortunata. Lo spazio creato dietro di esso permette a eventuali auto guaste o incidentate di essere spostate, liberando i lati del tracciato: secondo normativa FIA, era perfettamente in regola. Visto lo spazio dietro la linea perimetrale dei guardrail e la pecunia a disposizione del circuito del Sakhir, POTREBBE ESSERE MODIFICATA LA CONFIGURAZIONE (vedere alla voce ‘angolo’) per il futuro, o potrebbero essere adottati i sistemi di cui sopra per ammorbidire gli urti.

Sul Guardian e su altri quotidiani è stata sottolineata l’importanza del sistema HALO. Il dispositivo ha salvato la vita a Grosjean, perché nonostante l’urto devastante, il pilota non ha colpito nulla con la testa e ha avuto maggior facilità a rimanere cosciente. “La struttura in titanio ha dimostrato di poter sopportare l’urto con la lamiera, e insieme alla cellula di sopravvivenza ha squarciato il rail. Fortunatamente la vettura si è incastrata in modo che Grosjean potesse uscire senza l’ostacolo della lama sopra l’abitacolo“, si legge sul quotidiano britannico. Soprattutto il pilota francese HA ESEGUITO PERFETTAMENTE LA MANOVRA D’USCITA, nonostante il fuoco, togliendo prima le protezioni laterali e poi divincolandosi dalle cinture di sicurezza. Fantastico anche il funzionamento dei sistemi di ritenzione del casco, che hanno permesso al pilota di non colpire la base dell’abitacolo con la testa.

Ovviamente tutto questo è avvenuto CON LA PRESENZA DI SPIRITO DEL PILOTA, che non ha dovuto ‘preoccuparsi’ del suo abbigliamento. Nonostante la visiera si sia parzialmente consumata tra le fiamme, il mix balaclava-tuta in Nomex ha resistito egregiamente. Come è normale che sia, purtroppo, SONO STATE LE MANI – il punto meno protetto nonostante i guanti – ad avere le conseguenze fisiche peggiori.

Lo staff medico e i commissari erano presenti sul posto nell’immediato seguito dell’incidente. Fino agli anni ottanta in un incidente come questo i soccorsi non sarebbero mai stati altrettanto tempestivi. Molta fortuna anche per i commissari all’esterno del punto di impatto. Si notano dalle immagini diversi detriti andare molto oltre la linea di contenimento. SOTTO UNA PIOGGIA DI CARBONIO, I COMMISSARI SONO STATI COSTRETTI A INDIETREGGIARE; ma in rapida successione le immagini hanno mostrato come gli stessi abbiano poi ripreso il loro prezioso lavoro – poi conclusosi con una riparazione di fortuna tramite jersey. Diretti dal medico FIA IAN ROBERTS, i commissari sono stati velocemente invitati ad avvicinarsi alle fiamme PUNTANDO GLI ESTINTORI SUL PILOTA più che sul resto dell’incendio, contribuendo a salvarlo da peggiori ustioni.

 Una lezione dopo il sollievo

Il tempo trascorso tra l’impatto da 53 G e la completa uscita di Grosjean dalla cellula di sopravvivenza è stato calcolato in 28 SECONDI, aiutato nella parte finale dello sforzo proprio dall’utilizzo dell’estintore puntato sul suo corpo. Secondo il Corriere della Sera, le fiamme potrebbero essere state innescate “dalla benzina o dall’esplosione delle batterie“, ma è probabile anche un mix tra questi due elementi, combinati ovviamente alla violenza dell’impatto. Tra i dettagli particolari di questo incidente, si nota come Grosjean sia uscito dalla vettura senza la scarpa sinistra.

A mente fredda si può pensare che l’accumulo di queste circostanze assai estreme potrà essere paradossalmente un beneficio per la sicurezza in Formula 1. Le indagini riguarderanno certamente elementi come il circuito e le sue protezioni, oltre all’INNESCO DELL’INCENDIO. Stavolta, fortunatamente, il progresso potrebbe avvenire senza dover pagare il prezzo di una vita umana.

Fonte: https://www.formulapassion.it/motorsport/formula-1/crash-test-grosjean-bahrain-sicurezza-circuiti-auto-534864.html

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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