Brawn contro la ghiaia: “Non vogliamo perdere auto”

Brawn contro la ghiaia: “Non vogliamo perdere auto”

Dopo il trittico di piste ‘old style’, con Spa, Monza e il Mugello, la Formula 1 a SOCHI ha ritrovato un esempio tipico dei tanto discussi e criticati circuiti moderni. La pista russa, realizzata tra gli edifici che hanno ospitato parte dei Giochi Olimpici del 2014, ha la peculiarità di essere priva di qualsiasi via di fuga che non sia in asfalto. Ovviamente queste caratteristiche impongono alla Direzione Gara di adottare maggiori restrizioni dal punto di vista dei TRACK LIMITS, al contrario di quanto accaduto nel GP di Toscana, dove la presenza di erba e ghiaia pressoché ovunque rendeva inutile dissuadere i piloti dalle ‘avventure’ fuori dal tracciato.

 Non era poi così male la ghiaia

ROSS BRAWN, nella sua consueta rubrica post-GP pubblicata sul sito ufficiale della F1, si è però schierato contro il ‘partito’ di chi ripristinerebbe le vie di fuga sterrate in ogni pista, per una ragione estremamente pratica: “Ci sono stati alcuni tratti controversi del circuito questo fine settimana – ha ammesso l’ex team principal Mercedes – e so che la FIA è molto obiettiva e costruttiva nel modo in cui vede queste cose. Sono sicuro che daranno un’occhiata agli incidenti di Curva 2 per vedere se c’è una soluzione migliore. C’è una lotta costante per fermare i piloti che abusano dei track limits. Non si esagera nell’utilizzo della pista se poi si finisce nella ghiaia, lo si fa se c’è l’asfalto. Ma se c’è ghiaia dappertutto, viene gettata in pista e SI PERDONO LE AUTO SE FINISCONO FUORI, cosa che non vogliamo”.

 Sochi: plebiscito contro la Curva-2

“L’ASFALTO È LA SOLUZIONE MIGLIORE – ha poi sentenziato Brawn, prendendo chiaramente posizione – ma dobbiamo avere dei limiti di pista per assicurarci che i piloti non sfruttino troppo l’asfalto. Se si affronta una curva sapendo che la cosa peggiore che può accadere è uscire sull’asfalto e rientrare, ci si impegna di più in curva. Sono sicuro che la FIA e Michael Masi guarderanno alla Curva 2 per vedere se c’è una soluzione migliore” ha concluso il manager inglese.

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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