Ocon, un team radio evitabile

Ocon, un team radio evitabile

Da quando “esistono” i TEAM RADIO trasmessi in televisione molti piloti hanno trovato un modo per esprimere la loro personalità in momenti estremi di pressione. Diversi protagonisti della Formula 1 hanno avuto opportunità per dissentire con la loro squadra (Verstappen alla Red Bull, ad esempio, quando gli viene chiesto di non forzare), altri hanno messo in dubbio le scelte fatte (Hamilton, Bottas, Vettel, Leclerc…), altri ancora chiedono semplicemente silenzio perché ‘sanno quello che fanno’ (Raikkonen). Per non parlare di Alonso con le sue battute sarcastiche.

A Monza è invece scoppiato il caso RENAULT-OCON. Il buon Esteban, che da quando è tornato in F1 ha un po’ patito l’anno di stop risultando meno grintoso rispetto ai duelli con Perez in Racing Point, ha avuto uno scambio piuttosto secco con il box ALLA FINE DELLA GARA, nella quale è arrivato ottavo soprattutto a causa di una qualifica non ottimale. Questo le parole dette tra lui, MARK SLADE E CYRIL ABITEBOUL:

SLADE: “Ok Esteban, lavoro fantastico, ben fatto. Ottavo dal 12° posto non è per nulla male. Daniel è arrivato sesto. Buoni punti per il team. Bel lavoro“. OCON: “Sì, capito. Non sono d’accordo. Penso che abbiamo completamente perso un’occasione in questa gara. Avevamo una grossa opportunità“. SLADE: “Ok, ferma le comunicazioni radio per favore. Fermale. Ne parleremo dopo in riunione“. OCON: “No, dobbiamo guardare alla realtà…” SLADE (sopra la voce di Ocon): “Per favore. Non parlare [di questo] alla radio“. ABITEBOUL: “Esteban, questo non è il luogo giusto“. OCON: “Capito“.

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Il pilota francese, a freddo, ha in seguito confermato che la scelta delle soft alla ripartenza non l’ha ripagato. Ma ha pure riconosciuto che la gara non è stata gestita poi così male. Perché allora quello SFOGO? Sicuramente le parole sono state ‘a caldo’ e nella foga del momento. Un ottavo posto non è il massimo e la frustrazione poteva essere alta. A differenza di una discussione strategica durante la corsa, nella quale è possibile avere anche scambi accesi su preferenze di sorta (mescola pneumatici, ritmo, regolazioni), lo sfogo di Ocon non è però apparso sufficientemente maturo in relazione a una situazione di fine corsa. Dopo il team radio della discordia, lungo il giro di rientro c’è stato un surreale silenzio di tomba.

Infatti POSTICIPANDO le lamentele al briefing post-gara, al riparo da orecchie indiscrete, il pilota francese avrebbe potuto comunque esprimere le sue critiche senza esporre il team Renault al radar mediatico. Anche Daniel Ricciardo, che poi è uno che a fine anno andrà via, nel dopo gara ha spiegato con calma che l’occasione era certo ghiotta, ma che a volte così vanno le corse. Nel SUO TEAM RADIO ALL’ULTIMO GIRO l’australiano aveva spiegato, prima di ringraziare il team: “L’auto era buona, ma non ho potuto raggiungere Bottas. Credo che saremmo potuti andare a podio ma avremo altre gare, bisogna avere fede“. UN ATTEGGIAMENTO PIÙ DIPLOMATICO a caldo e davanti ai media che lo ha fatto risultare maggiormente prossimo allo ‘spirito di squadra’ che in Formula 1 è sempre importante. L’anno prossimo arriverà Alonso, i team radio potrebbero diventare roventi in casa Alpine dovessero esserci delle gare del genere.

Vincenzo
Vincenzo Medico Chirurgo, Psicoterapeuta, Odontoiatra. Specialista ambulatoriale presso l’ASL Napoli 1 Centro. Coach professionista. Terapeuta EMDR.
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