Mugello, i piloti apprezzano

Mugello, i piloti apprezzano

Al primo giorno sulla pista del MUGELLO i piloti di Formula 1 hanno apprezzato le curve e le sfide del circuito. C’era grande aspettativa tra i 20 piloti del mondiale, al netto di chi aveva già girato in passato per i test. Ma in assetto da Gran Premio è un’altra faccenda, e per le qualifiche le vetture tirate al massimo dovrebbero aggiungere altro pepe a un circuito ‘piccante’. LEWIS HAMILTON ha parlato di «un’esperienza incredibile» e ha descritto il Mugello come «una pista veloce e impegnativa, tra le più pesanti che abbia mai affrontato». C’è da credergli, essendo lui un sei volte campione del mondo.

 Hamilton: “Adoro la pista, ma devo migliorare”

VALENTINO ROSSI nei giorni scorsi aveva spiegato, sulla sua esperienza di pilota MotoGP ‘prestato’ alle quattro ruote di tanto in tanto, di fare attenzione alle quattro curve in sequenza sui pendii delle colline: CASANOVA, SAVELLI, ARRABBIATA 1 E 2. I piloti hanno ascoltato, e dopo i primi giri cauti, i piedi più pesanti con le auto maggiormente stabili sono riusciti a percorrere l’intera sequenza in pieno. Nel tratto i sensori hanno rilevato una accelerazione laterale di 5,6 G, valore da paura che probabilmente non sarà raggiunto in gara a ogni giro per via del ritmo più blando, ma che potrebbe dare maggiore stanchezza ai piloti se si ragiona sul lungo termine.

ANTONIO CANU, il direttore di gara del Mugello, ha comunque dovuto apportare delle modifiche per l’arrivo della Formula 1, rispetto all’ospite abituale che è la MotoGP. Il tracciato che i piloti già amano è ovviamente lo stesso, ma cambia quello che c’è attorno al manto stradale. «Alle protezioni abituali sono stati applicati pacchi di gomme unite fra loro, indispensabili per avere l’omologazione dalla F1. Le vie di fuga del Mugello sono eccellenti e non c’è bisogno di prolungamenti o ampliamenti. Ma abbiamo cambiato la densità e l’altezza della ghiaia. Per una moto che finisce lungo e va fuoripista è indispensabile trovare una densità della ghiaia ‘soffice’, in quanto serve a smaltire la velocità e a permettere al pilota di cercare di controllarne la traiettoria. Per una F1, come per le auto in generale, la ghiaia ha una finalità opposta: deve fermare la corsa del mezzo. E quindi, in attesa del Gp abbiamo alzato il livello e reso più solido il tappeto dei sassolini», ha spiegato al Resto del Carlino.

 Ricciardo: “Mugello selettivo anche col pieno”

Ci sono state variazioni anche sul tema del PERSONALE ADDETTO. «In una gara di moto, per risolvere l’uscita di un pilota ho bisogni di quattro, cinque commissari di gara bravi che volino sul posto e che mettano la situazione in sicurezza. Per la F1 abbiamo piazzato a ogni curva del circuito uno o due mezzi per il recupero di auto incidentate. Mezzi che nella MotoGp non sono previsti. Lungo il tracciato ci sono 250 commissari di pista, mentre solo quelli sulla pitlane sono 45. Poi il numero cresce con il personale antincendio, 80 persone e lo staff medico: 90 unità», ha ricordato sempre Canu che ha la responsabilità di mettere in piedi una struttura adatta per l’occasione, considerando che potrebbe essere, visti i contratti esistenti con i circuiti abituali della F1, L’UNICA OPPORTUNITÀ PER DIMOSTRARE UN ALTO VALORE.

Vincenzo
Vincenzo Medico Chirurgo, Psicoterapeuta, Odontoiatra. Specialista ambulatoriale presso l’ASL Napoli 1 Centro. Coach professionista. Terapeuta EMDR.
Valutazione: