Perché la Ferrari non deve ritirarsi

Perché la Ferrari non deve ritirarsi

‘Ritirate le macchine dal Mondiale’. Questo sentimento è comune tra i TIFOSI DELLA FERRARI, con diverse sfumature che nella loro volontà dovrebbero portare a questa decisione drastica. Da un lato la chiara mancanza di competitività in questo 2020, dall’altra un moto di protesta contro una Federazione spietata nei confronti della Scuderia di Maranello. Sulle colonne dell’edizione odierna de Il Fatto Leonardo Coen ha spiegato perché la Ferrari non deve abbandonare un palcoscenico che sarà sempre suo anche in stagioni avare di soddisfazioni come questa.

 Fragile

F1, RITIRARE LA FERRARI? È UN TOTALE DISASTRO, MA L’ADDIO SAREBBE PEGGIO

“[…] La Ferrari è già tradizione. Come si dice oggi, un brand ormai inattaccabile, tra i più celebri e solidi del mondo. […] L’auto, per generazioni di italiani, ha rappresentato la furia di vivere, il rombo degli scappamenti gridava tutta la rivincita sul malessere esistenziale, per molti era la vetrina del riscatto sociale, per tanti la libertà di muoversi. Sulle minuscole utilitarie si sognava il Cavallino Rampante, le monoposto rosse, i trionfi dei piloti, gli eroi che in ogni Gran Premio rischiavano la vita e talvolta la lasciavano in pista. Enzo Ferrari, ha scritto qualcuno, riuscì a trasformare l’auto sportiva in filosofia. […] Tuttavia, ciò che sta succedendo in queste settimane è davvero insopportabile e umiliante. Un tradimento. La Ferrari si è sempre battuta alla pari con le scuderie avversarie tedesche, americane, inglesi, francesi. In F1, il marchio di Maranello, quanto a vittorie, non è mai stato secondo a nessuno: 16 volte campione del mondo. Gli altri? La Williams 9, la Mclaren 8, la Mercedes 6. Purtroppo, il doppio ritiro di Monza ha eclissato la memoria del trionfale passato. […] Ma ritirarsi sarebbe uno sbaglio. La crisi va affrontata di petto, non scappando. I problemi sono tecnici e manageriali. I soldi non mancano. Manca la coesione che aveva fatto della Ferrari un modello. Dove passione, estro, fantasia e invenzione si coniugavano con le geniali intuizioni degli ingegneri”. LEONARDO COEN, Il Fatto

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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