Meravigliosa creatura: l’analisi di Imola

Meravigliosa creatura: l’analisi di Imola

Imola e la Formula 1, una storica simbiosi che si rinnova, rafforzando il legame che da decenni lega l’autodromo emiliano al Circus iridato. Dopo aver recentemente disputato il Gran Premio dell’Eifel a due passi dall’iconico Nordschleife, la Formula 1 approda su un tracciato che Enzo Ferrari definiva come IL PICCOLO NURBURGRING, richiamando ancora una volta la leggendaria pista tedesca. Le ragioni dietro al soprannome coniato dal Drake sono impersonate dalle colline su cui si snoda il nastro di asfalto, passando per gli avvallamenti dove le pareti naturali riecheggiano il rombo dei motori e le gesta dei grandi campioni del passato.

Gli storici 4959 metri del tracciato nella configurazione dell’ultimo appuntamento nel 2006 sono stati leggermente rivisti. Nel 2020 la pista si presenta infatti sprovvista della Variante Bassa prima della griglia di partenza, definendo così un unico rettilineo che conduce le vetture dalla seconda curva della Rivazza fino alla Variante del Tamburello. Il disegno attuale del tracciato misura 4909 METRI, di cui 3505 metri di tratti rettilinei, da percorrere per ben 63 TORNATE nell’arco del Gran Premio.

Per coprire la distanza complessiva di 309 chilometri, in gara i piloti saranno chiamati a gestire il carburante ricorrendo al LIFT AND COAST, tecnica di guida che prevede di alzare il piede dall’acceleratore pochi metri prima di una staccata. Imola è infatti caratterizzata da diversi dislivelli che, sebbene non siano evidenti come quelli di Portimao, provocano un aumento dei consumi di benzina ed energia elettrica. Dall’altimetria del circuito è possibile apprezzare lA SEZIONE CHE PARTE DALLA PIRATELLA, ATTRAVERSA LE CURVE DELLE ACQUE MINERALI E ARRIVA ALLA VARIANTE ALTA e che ricorda delle vere e proprie montagne russe, passando repentinamente da 71.8 metri a 50.9 metri di altitudine, per poi tornare a 69.7 metri.

Le prime simulazioni prevedono una velocità media sul giro di quasi 240 KM/H, contro i 218 di Portimao. Confrontando il dato con le altre piste italiane del Mondiale 2020 è possibile apprezzarne la diversità, con MONZA CHE DETIENE IL RECORD DI 264 KM/H, mentre IL MUGELLO SI PONE IN LINEA CON SILVERSTONE A 251 KM/H. Rispetto agli eterni rettilinei del tracciato brianzolo e ai rapidi curvoni della pista toscana, Imola si presenta più lenta e tortuosa, ma comunque estremamente rapida. I tre circuiti italiani offrono così una grande varietà di sfide, degne di essere racchiuse in un campionato a sé stante.

ALLA RISCOPERTA DI IMOLA Il tracciato è raccordato da 19 curve, contrassegnate da nomi colmi di ricordi quali TAMBURELLO, TOSA, PIRATELLA, ACQUE MINERALI E RIVAZZA. Esse si distribuiscono equamente, con 8 pieghe a destra e 11 a sinistra, caratteristica che porta gli pneumatici del lato destro a essere leggermente più stressati.

L’alto numero di curve e le velocità non elevate spingono le scuderie ad adottare una CONFIGURAZIONE AERODINAMICA A MEDIO CARICO. Più complicata appare invece la definizione dell’assetto meccanico del gruppo sospensioni. Le sconnessioni dell’asfalto e gli alti cordoli esigono infatti delle regolazioni morbide di molle e ammortizzatori, così da assorbire le asperità senza inficiare sull’aderenza e sull’aerodinamica. I piloti tuttavia necessitano anche di una vettura precisa e reattiva nei cambi di direzione delle Varianti Alta, Villeneuve e del Tamburello, così come in ingresso nella velocissima curva 9, comportamento favorito da settaggi più rigidi della barre antirollio.

Tra i punti di maggiore interesse spicca proprio curva 9, LA PIRATELLA, che le monoposto affronteranno a quasi 240 KM/H. In uscita da curva 7 invece, la Tosa, diventa di fondamentale importanza la trazione, per scaricare efficacemente a terra la potenza della power unit e accelerare rapidamente. I punti di maggiore velocità infine sono l’allungo in discesa che dalla Variante Alta conduce a quasi 310 km/h a curva 17, la prima delle Rivazza, e il rettilineo fino a curva 2 alla Variante del Tamburello, dove in qualifica con il DRS le vetture potrebbero superare i 330 KM/H.

Storicamente Imola è stata una pista ostica per i sorpassi, generando alcune apprensioni tra gli appassionati alla vigilia del Gran Premio. Rispetto alle ultime edizioni sarà però assente la Variante Bassa, elemento che estende notevolmente il rettilineo di arrivo su cui è collocata l’unica zona DRS. Le manovre di sorpasso restano comunque difficili, complice la sede stradale stretta che costringerà i piloti ad una maggiore audacia, motivo per cui in gara la qualità dei duelli potrebbe compensarne la scarsa quantità.

LE SCELTE DELLA PIRELLI La Pirelli ha optato per le mescole intermedie della propria gamma, le C2, C3 E C4. Rispetto ai recenti appuntamenti iridati non sono presenti anomalie nei parametri di assetto degli pneumatici. Le pressioni minime di gonfiaggio infatti sono di 23.0 PSI ALL’AVANTRENO E 20 PSI AL POSTERIORE, contro i 22.5 psi e i 19 psi di Portimao. Gli angoli consigliati di camber invece, ossia l’inclinazione delle ruote rispetto al suolo, si attestano a -3.5° all’anteriore e -2.0° al posteriore.

Alcune criticità potrebbero derivare dalla tipologia dell’asfalto e dal clima autunnale, che insieme potrebbero causare alcuni problemi di messa in temperatura delle gomme, seppur non con la stessa entità di quanto riscontrato a Portimao.

Ad animare ulteriormente il fine settimana ci sarà L’INEDITO FORMAT CON UNA SOLA SESSIONE DI PROVE LIBERE DA 90 MINUTI, riducendo ulteriormente i dati a disposizione delle squadre, già sprovviste di informazioni preliminari dati i 14 anni di assenza dal circuito. Il talento dei piloti e la loro capacità di adattamento alla pista giocheranno quindi un ruolo importante. Le squadre inoltre avranno a disposizione 2 set di gomme hard, 2 di medium e 3 di soft e dovranno restituire tre treni di pneumatici prima delle qualifiche. Un altro tema di interesse sarà quindi COME LE SCUDERIE ORGANIZZERANNO I PROGRAMMI DI LAVORO nell’unica sessione di prove in programma.

LE INSIDIE DELLE FRENATE I tecnici BREMBO hanno classificato Imola con UNA SEVERITÀ DI 3 SU 5 PER L’IMPIANTO FRENANTE, al pari di Portimao. Nonostante il tracciato emiliano presenti la percentuale più bassa tra le piste italiane di utilizzo dell’impianto frenante, con il 13% del giro contro il 14% di Monza e il 23% del Mugello, il carico complessivo esercitato sul pedale in gara è il più alto. A Imola durante il Gran Premio i piloti applicano un carico equivalente a ben 58 TONNELLATE, a fronte delle 38 tonnellate del Mugello e delle 32 tonnellate di Monza.

LA STACCATA PIÙ IMPEGNATIVA PER L’IMPIANTO È QUELLA CHE PRECEDE CURVA 17 ALLA RIVAZZA. Stando ai dati Brembo, le monoposto decelerano da 309 km/h a 145 km/h in 1.62 secondi e nello spazio di soli 96 metri. La staccata dove si raggiunge la decelerazione maggiore è però quella che precede curva 14 alla VARIANTE ALTA. Durante la modulazione della frenata, la forza esercitata dai piloti sul pedale raggiunge un picco equivalente a 142 KG, a cui corrisponde l’incredibile decelerazione di 5.7 G

Insidiosa appare anche LA STACCATA DI CURVA 12 ALLE ACQUE MINERALI, dove le monoposto arrivano in pieno a quasi 300 km/h e frenano con 5.1 g di decelerazione. La vettura si appresta alla frenata ancora scomposta dalla precedente curva 11 in discesa percorsa in pieno, fattore che rende molto facile il bloccaggio della ruota anteriore destra. Situazione analoga si crea alla VARIANTE VILLENEUVE, dove curva 5 viene percorsa in pieno a circa 290 km/h, per poi frenare a 4.9 g col volante sterzato durante il cambio di direzione in approccio di curva 6. In entrambe le circostanze, LA REGOLAZIONE DELLA RIPARTIZIONE DI FRENATA DAL VOLANTE DIVENTA ESSENZIALE.

Le monoposto più veloci di sempre sono pronte a sbarcare al Santerno, aggiungendo una nuova pagina di storia a quelle che già raccontano episodi iconici quali i duelli tra Villeneuve-Pironi e Alonso-Schumacher. Non resta che attendere lo spegnimento del semaforo, per vedere quali altre sorprese sarà in grado di offrire Imola, meravigliosa creatura.

Fonte: https://www.formulapassion.it/motorsport/formula-1/f1-circuiti/meravigliosa-creatura-analisi-imola-gp-emilia-romagna-piratella-variante-alta-brembo-pirelli-enzo-dino-ferrari-527990.html

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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